Luciano Marchi – Newsletter del 04/12/2013 Auguri con una fotografia

2013/12/04, Porretta Terme – Newsletter del 04/12/2013 Auguri con una fotografia

NEWSLETTER DEL 04/12/2013
      AUGURI, CON UNA FOTOGRAFIA
Voglio farti un regalo Qualcosa di dolce, qualcosa di raro Non un comune regalo Di quelli che hai perso, o mai aperto, o lasciato in treno, o mai accettato.Di quelli che apri e poi piangiChe sei contenta e non fingiIn questo giorno di metà settembreTi dedicheròIl regalo mio più grande.[Tiziano Ferro]
Per Tiziano Ferro siamo a settembre, non come noi che, vicini al Natale, entriamo in un clima di auguri e regali.
Eppure, sì: l’esigenza è quella; tutte le volte, a dicembre, occupiamo i nostri pensieri per un dono da farsi, che vorremmo appunto bello, raro, non comune.Gli auguri seguono un po’ la stessa via; anche se spesso li rivolgiamo (ahimè) passivamente, per la ragione che vanno fatti e basta, istintivamente.

Il futuro, in realtà, ci chiederebbe tante cose: perché a esso stiamo rivolgendo molte aspettative.
Innanzitutto vorremmo cambiasse, in bene è ovvio; ma anche nella direzione, nei contenuti.
Qualcosa deve accadere, come nell’Anno che Verrà (la canzone) o anche all’interno della prefazione dell’omonimo libro, quello presentato lo scorso anno.

 

 

Di fatto musica, testi e fotografie seguono la stessa via, che porta a un augurio indiretto per quanto sarà, magari scrivendo a un amico lontano (ce ne è uno anche nel libro), al quale raccontare con la mente ed il cuore: perché “ci stiamo preparando, e questa è la novità”.

E la fotografia?

Diciamo che l’abbiamo bistrattata a lungo, dimenticandola nel cassetto (magari quello buono), dove le cose si scoprono per caso.
Eppure per tanto tempo l’immagine aveva rappresentato molto, per il fatto stesso di esistere. In essa è riscontrabile il consolidato, in dato tangibile; così le fotografie si spedivano da ogni dove: dal fronte, durante un viaggio, persino dall’altra parte dell’oceano. “Siamo qui”, alludevano; e l’augurio era implicito: “Speriamo lo stesso sia per voi”.

Già, l’augurio.
Pur avendole viste più volte, solo oggi ci rendiamo conto come la “foto dell’emigrante” non chiedesse nulla; e nemmeno lo faceva quella spedita dalla trincea.
Entrambe desideravano il meglio per chi avesse visto o letto, riferendosi al tempo a venire.

Un piccolo accenno storico concedetecelo.
La fotografia, già dalla sua nascita, ha occupato spazi importanti nelle arti figurative. Il paesaggio è stato la prima area di lavoro dei neo fotografi, ma anche il ritratto era lì vicino, a ruota.
Il Click, sin da subito, ha rappresentato la libertà, la possibilità di dedicare ad altri (e molti) il contenuto della propria immagine e quanto avrebbe rappresentato.
Non si trattava di vanità, ben inteso; ma di senso di appartenenza, di un modello comportamentale nuovo e rivoluzionario. Il massimo lo si ottenne con André Adolphe Eugène Disderi. Costui inventa le “carte de visite”, piccole fotografia ottenute con una fotocamera a più obiettivi. Siamo nella seconda metà dell’800.

 

Le fotografie di Disderi hanno ritratto un mondo: nobili, artisti di teatro, cantanti, celebrità di qualsiasi tipo.
Da loro abbiamo imparato molto e, forse, ne abbiamo ricevuto quel messaggio augurale che noi stessi vorremmo dedicare agli altri e al futuro. A titolo di cronaca (e di merito) citiamo un altro fotografo, questa volta tutto italiano: Alessandro Pavia. Aveva uno studio fotografico a Genova, ma con il metodo delle Carte de Visite immortalò tutti i “mille”: quelli della spedizione, appunto.

Non vogliamo dilungarci oltre, tralasciando gli ambiti storici.
Crediamo comunque che occorra far proprio il nostro tempo, regalandone testimonianza.
L’augurio, dicevamo, procede da sé; ed è implicito nel contenuto dell’immagine.

E allora? Per una volta, perché non regalare una fotografia?
Magari ben stampata?
O incorniciata a dovere?

Chi riceverà il nostro presente ce ne sarà grato, perché avrà tra le mani qualcosa di “dolce” e di “raro”.

Lo stesso dicasi per un album a tema, farcito di fotografie: lì addirittura c’è il racconto, quello che riguarda lui/lei e noi; insieme.

Un Natale fotografico, ecco sì: questo ci sentiamo di augurare.
Gli auguri, quelli classici, li scriveremo una prossima volta:
per noi, per tutti, per l’Anno che Verrà.

 

Luciano Marchi

Ed ecco alcune idee regalo che Foto Marchi vi propone e che sono disponibili presso il punto vendita di p.zza Libertà 74 a Porretta Terme.
Questi prodotti fondono assieme il tema fotografico, la storia e gli aspetti magari non sempre conosciuti del nostro territorio .

 L’ANNO CHE VERRA’, UN LIBRO PER GUARDARE, LEGGERE,
PENSARE AL DOMANI
 

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Un viaggio per tutte le stagioni, dato che non c’è un periodo dell’anno più adatto di altri per visitare questo splendido pianeta, attraverso le immagini di due fotografi.

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Un’opera così umana quale la Transappenninica diventa, anche dopo 150 anni, il teatro ideale per un racconto fotografico sulla ferrovia Bologna – Pistoia.

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Questo è l’ormai classico calendario che ogni anno proponiamo, per far scoprire o solo rivedere i nostri magnifici luoghi

 

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