Vergato – Raccolta di testimonianze, cimeli e documenti per un museo

vn24_20161025_linea-gotica-documenti_-0007-copia2016/10/25, Vergato – Raccolta di testimonianze, cimeli e documenti per un museo
Articolo di Amleto Gardenghi apparso sul quotidiano “Il Resto del Carlino il 22/04/1988

Linea gotica, drammatico segno di guerra

Che cosa è rimasto della tristemente famosa linea gotica, la linea di difesa approntata dalle forze tedesche in Italia durante la seconda guerra mondiale al fine di impedire agli alleati l’accesso alla pianura padana? Dal settembre del 1944 all’aprile del 1945 (salvo alcuni aggiustamenti sul versante adriatico) il fronte si stabilizzò su questa linea che divideva il nord dell’Italia dal sud, iniziando dal Tirreno (all’altezza delle Alpi Apuane) e terminando all’Adriatico (nei pressi di Pesaro). Ora, ad oltre quarant’anni da quei terribili mesi, il Consiglio  comunale di Vergato ha proceduto alla nomina del comitato promotore per l’istituzione del museo della linea gotica, con l’intento di istituzionalizzare una testimonianza storica su vicende che hanno cosi violentemente coinvolto il comune di Vergato e tutto il territorio, in sinistra e in destra del Reno, dell’Emilia Romagna e della Toscana.
Il Consiglio comunale oltre a stanziare una somma per far fronte alle prime spese e presentare una richiesta di contributi alla Provincia, alla Regione e agli altri Comuni interessati, ha dato incarico al comitato promotore di definire una sede provvisoria del museo, di richiedere le necessarie autorizzazioni per la raccolta e la detenzione dei cimeli, testimonianze e documenti, di rivolgersi, attraverso le ambasciate, agli ordini militari alleati e tedeschi per avere il materiale esistente ed acquisibile, e di rivolgere un appello alla popolazione perché consegni ogni oggetto utile.
Al presidente del neo – costituito comitato, Dario Mingarelli, abbiamo chiesto di spiegarci come è nata l’idea del museo.

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Foto; Maurizio Nicoletti

Abbiamo voluto pensare alle vicende che hanno travagliato il nostro territorio — ha detto Mingarelli — in termini diversi dal solito. Non ci vogliamo più limitare ad ascoltare soltanto le vicende vissute o rinchiuderci nelle pur importanti celebrazioni o ricordi rituali di quei fatti; vogliamo documentare in modo tangibile, visibile, un fatto storico che proprio nella nostra zona assunse un particolare significato, incidendo profondamente nella vita delle nostre popolazioni».
— Cosa pensate che resti, ancora oggi, a testimonianza di quelle tragiche esperienze?
«Prima cosa fra tutte resta la memoria nella gente, restano i testimoni oculari che hanno vissuto quei momenti e che sono ancora in grado di raccontare quello che è successo in quei mesi. In secondo luogo restano i documenti che la popolazione, gli appassionati o i vari ministeri della Difesa hanno trovato e conservato riguardo quegli anni. Infine rimangono i segni, ancora visibili sul terreno, le passate dei due eserciti, come trincee, postazioni, rifugi, edifici distrutti eccetera».
— Prevedete quindi un impegno molto articolato?
«Certo — conclude Mingarelli — ma contiamo di coinvolgere nel nostro lavoro vari enti ed istituzioni, come gli altri Comuni della linea gotica, le ambasciate, gli istituti di storia della Resistenza, l’Università, le associazioni partigiane e combattentistiche, lo stato maggiore dell’esercito ed altri. Ma la maggior preoccupazione del comitato sarà quella di tendere ad un coinvolgimento il più diretto possibile della popolazione di Vergato e dei Comuni limitrofi, cercando di saggiarne la disponibilità a raccontare quegli anni con gli oggetti e i ricordi, per cercare di costruire una testimonianza autentica e sofferta di un passato da non dimenticare, un passato che è dentro di noi, alle radici di un nostro presente».
Amleto Gardenghi; da Il Resto del Carlino

Vai su: Museo virtuale della Linea Gotica di Vergato

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