Museo della Linea Gotica a Vergato – Intanto possiamo documentarci on line

Foto propr. Maurizio Nicoletti

2017/01/03, Vergato – In attesa di saperne di più sul progetto vergatese, un lettore ci manda una serie di collegamenti, molto interessanti per documentarci on line. In uno di questi possiamo scoprire che “Linea Gotica” è anche un marchio registrato… in un altro collegamento, incontriamo il lavoro di Vito Paticchia, incontrato recentemente in una manifestazione a Vergato  e in un’altra a Grizzana Morandi, e altro ancora….

http://www.lineagotica.eu/news.php?idk=7

http://ibc.regione.emilia-romagna.it/istituto/progetti/progetti-1/linea-gotica-1/linea-gotica

http://www.villaggiodellasalutepiu.it/il_museo_della_linea_gotica

http://www.museomemoriale.com/it/?item=news&page=42&id=7

ma anche;

http://www.lineagoticamontese.eu/

Ritrovati i resti di uno dei tanti soldati tedeschi ancora dispersi sulla Linea Gotica

     Sono passati 71 anni da quando i soldati della 10a Divisione da Montagna americana attaccarono, il 19 febbraio 1945, le difese tedesche di Monte Belvedere, nell’alto appennino Tosco Emiliano tra le provincie di Bologna, Modena e Pistoia. Poco dopo la mezzanotte il 1° plotone della compagnia G del 2° battaglione dell’87° reggimento inizia la propria avanzata alla base del Monte Belvedere nell’area del piccolo villaggio di Polla, nel territorio del comune di Lizzano in Belvedere, dove mettono a tacere una postazione di mortaio tedesca tra il paese e l’abitato di Corona. La compagnia G si trova sotto il fuoco di armi automatiche proveniente da Polla occupata da soldati facenti parte dal 1044° reggimento granatieri della 232a divisione di fanteria tedesca. I soldati del plotone si trincerano quindi nelle buche che hanno appena scavato mentre si accende uno scontro a fuoco che dura sino all’alba quando riescono a sopraffare la mitragliatrice e quattro cecchini tedeschi.

piastrina bassa      Il 24 febbraio 2016 Bruno e Luigi, appassionati di archeologia dei campi di battaglia, hanno trovato i resti probabilmente di uno dei soldati tedeschi scheletro bassauccisi quella notte. Seppellito in tutta fretta, era poche decine di centimetri sotto terra, e con un filo di ferro arrotolato attorno agli scarponi, probabilmente per trascinarlo sino alla sepoltura, sono stati ritrovati solo la piastrina, un pettine e alcuni bottoni della divisa. Dopo l’esame di prassi da parte della Medicina Legale di Bologna i resti saranno tumulati al cimitero militare Germanico della Futa dove rimaranno salvo che, nel giro di qualche anno, le autorità tedesche non riescano a trovare dei parenti che esprimano il desiderio di riportarlo e seppellirlo in patria. Continua la lettura su;  http://www.sulleormedeinostripadri.it/it/

 

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