La Via degli Dei – Vergato sull’Olimpo

018/05/22, Vergato – Vergato sull’Olimpo

29/04/18, sono le 18:15 alla stazione Santa Maria Novella di Firenze, 7 amici si stanno sistemando sul treno che li riporterà a Bologna, da dove tutto è cominciato, non è stato un semplice trekking ma un vero e proprio viaggio alla scoperta dei propri limiti, un viaggio spinti dalla curiosità e dalla voglia di poter aggiungere, usando un termine dei videogiochi, un “Achievement” alla loro vita, perché la Via degli Dei è questo. Ogni singola persona giunge alla fine del cammino nello stesso medesimo luogo, ma ad ognuno, la “Via” lascia qualcosa di speciale.

Lungo l’antica strada che già in epoca Etrusca congiungeva Fiesole (Fi) a Felsina (Bo) ora chiamata Via degli Dei, ci sono piccoli tesori dalle meravigliose peculiarità naturali: il Contrafforte Pliocenico, gli immensi boschi di faggio, le dolci colline della piana del Mugello. Una varietà di vegetazione e morfologia che solo i nostri territori ci possono regalare in così poco (si fa per dire) spazio. Un cammino di cultura lungo 130 km che in un modo tutto suo attraversa la storia dell’Italia grazie alle testimonianze lasciate lungo il percorso, si parte dalla fontana del Nettuno del Giambologna in Piazza Maggiore a Bologna terminata nell’anno 1566 poi si passa dal Santuario della Beata Vergine di San Luca, un’icona bolognese ricca di simbolismo e leggenda, in stile non del tutto Barocco, per raggiungerla si devono attraversare i 666 archi del famoso porticato. Arrivati nella zona di Monte Adone troviamo il Centro di Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, con ospiti speciali quali tigri e leoni (centro tra l’altro visitabile), proseguendo si arriva al Parco eolico di Monte Galletto, un ottimo modo per rendersi conto di cosa è in grado di fare madre natura, spingendosi verso Sud si attraversano i selciati romani ancora visibili e percorribili oltre che i resti della cava di Pietra Serena che veniva usata nel 187 a.C. proprio per costruirli. Uno dei valichi più famosi che si attraversa (lungo il cammino) è quello della Futa, nota meta turistica per motociclisti grazie alle splendide curve dell’omonima strada, ma anche luogo in cui si trova il più grande cimitero militare tedesco, in territorio italiano, per le onoranze funebri dei caduti della Seconda Guerra Mondiale. Veramente speciale il tratto che da San Piero a Sieve prosegue verso il castello di Trebbio, antica dimora di caccia usata da Lorenzo il Magnifico come rifugio per evadere dalla quotidianità di Firenze è anche stata per un breve periodo residenza di Amerigo Vespucci in fuga dalla peste che nel 1476, attanagliava il capoluogo toscano. Sulla parte finale del percorso incontriamo la badia del Buonsollazzo sul lato settentrionale del Monte Senario che fa da cornice ad uno dei Santuari più importanti della Toscana che prende il nome proprio dal monte, fondato da 7 nobili fiorentini nell’anno 1234, tappa finale della Via è Fiesole, una perla incastonata sulle colline che sovrastano la città dei Gigli.

Un percorso di cultura e passato che non riguarda solo l’epoca precristiana, ma spazia un po’ verso tutti i momenti storici in cui è stato utilizzato da ogni tipo di viandante. E’ da Bologna in un caldo e piacevole 25 Aprile che io (Mattia Puccetti) assieme a Luca Adani, Luca Parazza, Armando Carboni, Claudio De Maria, Alessandro Divani e Alessio Babina siamo partiti da Piazza Maggiore esattamente sotto al Nettuno per dirigerci verso Firenze, ripercorrendo i passi e riprendendo le abitudini di chi prima di noi ha vissuto e commerciato su quei sentieri, vivendo per 5 giorni da viandanti, sincronizzandoci coi ritmi naturali della giornata, svegliandoci all’alba e andando a letto al tramonto, fermandoci per dormire quando avevamo sonno, fermandoci per mangiare quando avevamo fame, un meccanismo perfetto che va di pari passo con il ciclo naturale della terra, per la prima volta nella vita mi sono adattato alla natura. In un certo modo ti senti parte di un sistema ma allo stesso tempo libero da vincoli, dagli standard. Quando sono tornato a casa mi sembrava di avere più tempo libero, è strano, non ero impegnato, non passavo la giornata a pensare dove poter dormire oppure a piantare la tenda alla sera e a smontarla alla mattina, cercare una sorgente d’acqua, tutta la giornata del viandante è finalizzata allo svolgimento delle azioni di base alla vita come dormire mangiare e bere, non hai tempo da perdere, il tuo unico obbiettivo è raggiungere la meta prefissata è quello che ti consente di mettere un piede davanti all’altro, ignorare le vesciche e il male ai muscoli, però la cosa che senza la quale non avrebbe nemmeno senso partire è la volontà, magari all’inizio c’è ma poi davanti alle molte difficoltà incomincia a vacillare ed è qui che entrano in gioco i compagni di viaggio, in questo caso gli amici, che ti sostengono, ti spronano, si arrabbiano, ti aiutano a ritrovare le motivazioni facendoti mettere a fuoco l’obbiettivo, la meta, l’arrivo, ecco come dicevo all’inizio, la Via degli Dei ti lascia sempre qualcosa, beh a me ha lasciato la consapevolezza che senza gli amici non vado da nessuna parte.

Vergato 11/05/2018

Fonte e foto; Mattia Puccetti

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