Comitato di controllo per il monitoraggio dell’attuazione del piano di riordino

2018/06/09, Vergato – In attesa dei verbali della riunione…Riceviamo e pubblichiamo;

Il 7 giugno si è svolto nella Sala consiliare del nostro Comune il tanto atteso incontro del Comitato per il controllo dell’attuazione del piano di riordino della sanità in montagna, convocato dal sindaco di Vergato   Tutti presenti (ad eccezione di un membro di onlus Per la Vita e del consigliere Argentieri), alle 15,30 il sindaco Gnudi ha aperto la riunione con un breve discorso introduttivo Ha poi passato la parola al direttore del distretto di Porretta dott. Quargnolo che ha riportato con precisione i dati di attuazione del piano e i numeri di accesso ai due ospedali, evidenziando un aumento di accessi di oltre il 10 per cento all’ospedale di Porretta ed un corrispondente calo di circa l’11 per cento a Vergato.
Terminata l’esposizione del dirigente AUSL il sindaco Gnudi ha espresso alcune, realistiche e oggettive, perplessità sul piano e sulla sua attuazione. (Non ci sono ancora i 2 medici previsti come potenziamento del PS  e a che punto è la dotazione delle strumentazioni, delle attrezzature, del personale per le emergenze mediche e traumatiche).
abbiamo preso la parola noi del Comitato Noi Voi Vergato e abbiamo innanzitutto evidenziato che il comitato di controllo nasce con un sostanziale squilibrio di forze: a fronte di ben 13 membri di estrazione politica (tra sindaci, assessori, consiglieri, sindacalisti e dirigenti, i semplici cittadini sono rappresentati solo da noi tre del Comitato Noi Voi Vergato e dai due membri (ma alla riunione c’era solo il presidente dott. Cucchi) di Onlus Per la Vita. . Abbiamo fatto presente che molti cittadini ci hanno esposto lamentele per questa disparità, e lo stesso hanno fatto appartenenti ad associazioni vergatesi che avrebbero volentieri partecipato al comitato di controllo. Abbiamo poi chiesto al sindaco Gnudi e ai dirigenti AUSL la possibilità di accedere ai verbali e a tutti i dati relativi agli accessi. Non solo: abbiamo chiesto di poter effettuare sopralluoghi nei due ospedali per parlare con pazienti e personale, e di poter riferire gli esiti delle interviste senza alcun vincolo di riservatezza. Ci è stato risposto che questa richiesta poteva essere valutata ma che esiste già un comitato consultivo misto con queste prerogative.
Abbiamo riconfermato che  a nostro avviso questa scelta gestionale risulta ancora incomprensibile perché infierisce su un territorio disagiato e su un sistema sociale oggettivamente fragile, tanto che quasi ogni giorno riceviamo dai cittadini preoccuparti segnalazioni di disagi e disservizi, alcuni dei quali elenchiamo di seguito, con la precisazione che i cittadini che li hanno segnali hanno dato piena disponibilità a fornire le proprie generalità al fine di fugare ogni ipotesi di anonimato delle denunce:
Alcuni cittadini che hanno avuto necessità di recarsi al nuovo reparto di ortopedia di Porretta hanno avuto l’impressione che i locali non fossero né funzionali né a norma. Abbiamo chiesto ai dirigenti se erano state fatte le necessarie verifiche.
Altri cittadini, dopo aver subìto un trauma ortopedico, erano stati portati al Pronto Soccorso di Vergato. Da qui, causa l’impossibilità di effettuare interventi chirurgici, erano stati portati al P. S. di Porretta con un nuovo accesso e chiudendo l’accesso fatto a Vergato. Abbiamo evidenziato che in tal modo si riducono sensibilmente gli accessi al P. S. di Vergato, giustificandone poi la temuta riduzione a h12 o addirittura la chiusura. Ci hanno detto i dirigenti che ciò non sarebbe mai avvenuto perché la permanenza di un Pronto Soccorso h24 non è condizionata dal numero degli accessi. Proseguendo con i casi critici:
Chi dopo un trauma ortopedico è stato portato in ambulanza a Porretta, dopo l’intervento ha dovuto lasciare l’ospedale e raggiungere a piedi la stazione ferroviaria distante circa 2 km, con gli immaginabili disagi e sofferenze.
Chi doveva programmare un intervento di chirurgia ortopedica a Porretta ha scoperto in questi giorni che il reparto è chiuso dal primo giugno fino a fine agosto, mentre in precedenza a Vergato il reparto chiudeva solo da metà luglio a fine agosto.
Ci è stato riferito che per tutta l’estate il  CUP resterà aperto solo al mattino, analogamente al servizio radiologia, rendendo così inutili o comunque sottoutilizzate le attrezzature donate dalla Onlus Per la Vita grazie ai contributi dei cittadini.
Ci è stata comunicata la chiusura del servizio di consegna delle prescrizioni mediche (le ricette), che si svolgeva in un locale attiguo agli ambulatori dei medici di famiglia ed era particolarmente utile per chi esce dal lavoro al pomeriggio. Nessuno ci ha detto se d in che modo questo utile servizio sarà ripristinato.
Per quanto riguarda gli ambulatori,  che nelle intenzioni dovevano rappresentare una parte degli interventi di potenziamento dell’ospedale di Vergato:
Una signora di Vergato, affetta da diabete, ci ha rivelato di aver effettuato quattro visite consecutive presso quattro medici diversi, i quali hanno espresso pareri diversificati o addirittura contrastanti. La signora ha quindi deciso di rivolgersi ad uno specialista privato per avere maggiori certezze e affidabilità. Questo, non casuale, è un fallimento del sistema sanitario pubblico.
Contrariamente a quanto promesso sulla carta, non risulta attivato un ambulatorio dermatologico. Chi era interessato a queste prestazioni specialistiche non ha potuto prendere appuntamento.
Abbiamo infine chiesto a che punto è il reperimento dei medici specialisti. Temiamo che, pur con motivazioni diverse e più o meno ragionevoli, si voglia pervenire ad una riduzione degli accessi e a un depotenziamento della struttura ospedaliera di Vergato tale da giustificarne la chiusura, così come è accaduto in tanti ospedali della nostra regione e del resto d’Italia. Copione già visto, purtroppo, e che rischia di ripetersi da noi.
Dopo il nostro intervento ha parlato l’assessore Zavorri, che usando una dialettica comprensibile e del tutto condivisibile, ha puntato il dito su una parziale, lacunosa e tardiva realizzazione degli interventi dì miglioramento dell’ospedale di Vergato, che avrebbero dovuto accompagnare il trasferimento a Porretta del reparto ortopedia. In merito alla Casa della Salute, l’assessore Zavorri ha chiesto se essere il fulcro delle Case della Salute dell’intero distretto significa che la parte di diagnostica verrà concentrata e tecnologicamente potenziata su Vergato.
Dopo l’assessore Zavorri ha parlato il rappresentante della CGIL ha sostanzialmente ribadito le critiche e le perplessità esposte da Zavorri, ed ha sollecitato a breve l’implementazione delle attività di riabilitazione concordate su Vergato, insistendo sulla necessità che la riabilitazione venga effettuata qui r sulla base di indicazioni chiare e comprensibili per tutti i cittadini.
Analoghi contenuti nel breve intervento della consigliera Uliani. Di seguito, il consigliere Gamberi ha chiesto se, qualora al termine dell’attivita di monitoraggio dovesse emergere un dato negativo sull’attiazione del piano di riordino o comunque un peggioramento della qualità delle prestazipni del servizio sanitario in montagna, il reparto ortopedia potrà essere riportato nuovamente a Vergato con tutti gli spazi accessori, le attrezzature ed il personale.
Il sindaco di Grizzana Morandi ha affermato che il piano di riordino è controverso, mentre il sindaco di Marzabotto ha rammentato che alcuni sindaci avevano a suo tempo chiesto ad AUSL di attendere a dar corso al trasferimento di ortopedia, per andare di pari passo con i potenziamenti previsti a favore di Vergato. Al contrario, il trasferimento del reparto è stato effettuato con la massima sollecitudine mentre i potenziamenti sono ancora da attuare.
Il sindaco di Castel d’Aiano ha chiuso gli interventi dei sindaci concordando con le affermazioni dei colleghi Leoni e Franchi e accennando espressamente a una diffusa sfiducia da parte dei cittadini.
Nel suo breve intervento conclusivo, la dott. sa Gibertoni ha nuovamente affermato che è la componente politica a fare il piano di riordino, e che i dirigenti sono solo i tecnici preposti all’attuazione.
Nella chiusura, il sindaco Gnudi ha ricordato che il piano è questo e su questo dobbiamo lavorare, ponendo di fatto il veto a ogni ipotesi di revisione o di rimessa in discussione del piano.
Aldilà delle personali opinioni sul piano di riordino, opinioni del resto già chiare e ampiamente manifestate in altre sedi da tutti i presenti, e a parte alcuni contrasti emersi tra l’assessore Zavorri e la dott.ssa giberton ma anche tra la stessa dirigente e il sindaco Franchi, la riunione si è svolta in un clima corretto e privo di asprezze. Dopo aver discusso in modo costruttivo sulle possibili cadenze degli incontri, Il comitato si è dato appuntamento a settembre al fine di lasciare un congruo termine per completare le azioni di riordino e consentirne una sostenibile valutazione. Il sindaco Gnudi ha raccomandato ai dirigenti AUSL di raccogliere e fornire al comitato i dati numerici e qualitativi delle attività svolte nel periodo estivo onde assicurare il buon funzionamento del comitato. A quanto anticipato dal sindaco Gnudi in apertura dell’incontro, tutti gli interventi effettuati con l’utilizzo dell’impianto di amplificazione della sala sono stati registrati e vengono conservati  presso la sede municipale.
Questi i fatti. I membri del Comitato Noi Voi Vergato (Lorena Lollini, Morena Cioni e Ferdinando Petri) al fine di poter espletare nel modo più efficace il proprio ruolo a servizio della collettività all’interno del comitato di controllo sul l’attuazione del piano di riordino, sono disponibili a raccogliere dai cittadini segnalazioni e testimonianze su eventuali casi di disservizio, ritardo omancanza che dovessero verificarsi presso gli ospedali di Vergato e di Porretta nella erogazione dei servizi sanitari. Segnalazioni e testimonianze non potranno essere anonimi o generici ma espliciti e circostanziati.Ferdinando Petri

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