Celebrazioni del 25 Aprile 2012

2012/04/25 – Vergato; La celebrazione della Festa della Liberazione.


L’ intervento del Sindaco di Vergato; Sandra Focci.
25 aprile 2012 – 67° anniversario della Liberazione

Care Cittadine e Cari cittadini,

autorità militari e civili,
rappresentanze partigiane,

oggi, come tutti gli anni, in questa piazza “piazza della pace”, davanti a questo Monumento, eretto in ricordo dei caduti di tutte le guerre, celebriamo la Festa Nazionale che, dal 25 aprile 1946, ricorda a tutto il popolo italiano la Liberazione del nostro territorio. Il 25 aprile 1945 l’Italia conquistava quindi la libertà. E’ una commemorazione importante, perché segna una tappa fondamentale per la storia del nostro paese e del mondo. Ed è anche una festa, una festa che ci unisce. Che unisce tutti. Perchè è la festa della pace, della libertà e della democrazia riconquistata. Il 25 aprile, il ricordo delle stragi avvenute sul nostro territorio, danno l’idea di come questa non sia e non debba essere una ricorrenza solo delle istituzioni, ma al contrario qualcosa che ci richiama alle persone normali, alle loro storie, alla loro quotidianità. Qualcosa da cui sono stati violentemente strappati nel settembre/ottobre 1944 bambini che giocavano, mamme che preparavano da mangiare, uomini al lavoro: persone che semplicemente vivevano. La memoria degli eventi di sessantasette anni fa è un libro fatto di molte pagine, di tante storie personali e collettive, storie di individui che diedero una risposta alta e nobile alla sfida dei tempi, che seppero interpretare i valori profondi della civiltà italiana ed europea.

Per continuare a ricordare, a non dimenticare quei fatti, oggi, cogliamo l’occasione per presentare un piccolo libro, “Vergato – Luoghi della memoria – 1944-1945”, un piccolo libro ma ricco di quegli eventi che in parte hanno contribuito alla storia del nostro paese in quegli anni. E’ un libro realizzato dal Comune di Vergato grazie alla ricerca storica del giornalista Gabriele Ronchetti, che vuole semplicemente e brevemente raccontare che cosa è accaduto nei luoghi dove ogni anno ci rechiamo a rendere omaggio alle tante persone cadute in quella terribile guerra.

E’ un piccolo e semplice gesto che vogliamo consegnare prima di tutto ai giovani, ai ragazzi delle nostre scuole, per continuare a non dimenticare e a proseguire quel lavoro iniziato l’anno scorso con gli studenti del 3° anno della scuola media e dell’Istituto Superiore Fantini, per renderli sempre più consapevoli della storia del nostro paese.

Che cosa era in effetti accaduto in quei venti mesi tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile1945, a Vergato, Cavacchio, Boschi, Susano, Tolè, Riola, Castelnuovo, Boscaccio, Precaria, Cereglio, Monte Pero?  Lo ricordiamo nell’ introduzione prima di descrivere i fatti di ogni luogo e località che ho richiamato prima.

In sintesi:
“Dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 e la nascita della Repubblica di Salò, Vergato fu sede di un forte contingente della Guardia Nazionale Repubblicana, formato in gran parte da militi originari della zona. Il 27 novembre il capoluogo subì il primo bombardamento aereo alleato diurno con 52 morti e un centinaio di feriti. Nell’estate del1944, in preparazione dell’attacco alleato alla Linea Gotica sui passi della Futa e del Giogo, tutte le retrovie furono martellate incessantemente e anche Vergato subì nuovi bombardamenti, in particolare il 22 agosto, quando un’altra pesante incursione, oltre a danneggiare numerosi edifici del centro, fra cui la chiesa e il palazzo comunale, fece altre 17 vittime civili. A partire da settembre, le incursioni divennero pressoché quotidiane. Nei primi mesi del 1944 diversi giovani vergatesi si erano dati alla macchia, affiliandosi alla brigata partigiana “Stella Rossa”, poi, dal mese di giugno, nasceva una formazione autonoma locale comandata da Gino Costantini (“John”)

Che voglio salutare calorosamente augurandogli una pronta guarigione non potendo essere oggi qui con noi purtroppo per problemi di salute. La Formazione, successivamente, si aggregò alla divisione garibaldina “Modena”, pur continuando ad operare tra Calvenzano, Vergato e Labante, con azioni di guerriglia e disturbo ai convogli tedeschi, spostandosi di continuo. Nei mesi di ottobre e novembre il comando tedesco dispose l’evacuazione di un’ampia porzione di territorio a ridosso del fronte, in cui furono coinvolti anche le centinaia di civili già sfollati spontaneamente da Bologna e da Vergato. Molti tentarono in quei mesi di passare il fronte, in fuga dalla precarietà e per raggiungere le zone già liberate, perdendovi spesso la vita, come accadde alla Chiusa di Cavacchio in dicembre. Alla fine dell’anno, i comandi alleati posizionarono sulla linea del fronte da Riola a Vergato truppe brasiliane della FEB, che il 5 marzo, dopo aspri combattimenti tra Soprasasso e la Serra, entravano a Castelnuovo.
Vergato fu invece raggiunta il 14 aprile dagli americani della 1ª Divisione corazzata, sotto il fuoco dei cannoni e dei mortai tedeschi appostati sul monte Pero. Il 16 il capoluogo fu definitivamente liberato, insieme alle località e alle vette circostanti, compresa Tolè, presa il 17 dalla 10ª Divisione da montagna.” Truppe di tutto il mondo, di tanti e diversi Paesi, sono state protagoniste qui, sul nostro territorio, insieme ai Comitati di Liberazione. E permettetemi quindi di ricordare come ogni anno, i nostri amici dell’esercito Brasiliano. In loro ricordo, tutti gli anni, rendiamo omaggio alla piccola stele collocata a Castelnuovo, a ricordo di una delle tante eroiche battaglie sostenute dalla FEB e a Cereglio ci rechiamo per rendere omaggio al cippo in ricordo dei caduti Americani e Brasiliani.
Con questo piccolo gesto noi vogliamo continuare a ricordare il valore e la generosità di uomini venuti a combattere in queste terre lontane, per la nostra libertà. Traiamo questa energia e questa forza dalla conoscenza della storia del nostro Paese. A partire dalla storia della Resistenza. Certo si tratta di contributi che hanno assunto colori diversi, forme e letture diverse. Né continuano a mancare episodi controversi che giustamente gli storici approfondiscono. Ma nulla potrà mai cambiare il fatto che alla base della nostra libertà, della Costituzione, della Repubblica, c’èla Resistenzacome fatto di popolo.
Il Presidente della Regione Vasco Errani l’anno scorso, a Reggio Emilia “Città del Tricolore ha detto:
“La Resistenza è stata fatta da tutti gli italiani e da tante culture. Oltre ai partigiani e alle partigiane, tutti coloro che in tanti modi si opponevano al fascismo o ne proteggevano le vittime, donne, contadini, preti, insegnanti. Questa è la storia di tutti, non di qualche vessillo ideologico: sulla Resistenza sventola il Tricolore. Tante bandiere di tanti colori si misero insieme per dare un futuro al nostro paese. Questo è il senso della storia e nessuno può permettersi di riscriverla”.
Insieme per il bene comune: per questo la Resistenza non fu e non è di una parte, ma un valore fondante di tutti, e di tutto il paese. Lo spirito della Resistenza deve accompagnarci nel difficile compito di dare nuova forza alla democrazia, riformando la politica per dare voce alla partecipazione dei cittadini.
Questo Paese ha bisogno, ancora oggi, in questi giorni, in questo momento, ha bisogno di riscatto e dignità: ha bisogno di resistere e di risorgere!
Resistere al declino verso il quale una classe politica sta cercando di trascinare il Paese anteponendo l’interesse personale al bene comune. Resistere ai molti – come ci ha ricordato l’arcivescovo di Milano – “che agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni”.
Resistere a questa sciagurata propensione a ricercare continuamente motivi per alzare barricate e dividerci ad ogni costo, a questo scetticismo indolente verso ogni valore collettivo, a questa crescente indifferenza, se non insofferenza, verso tutto ciò che è pubblico, che è “nostro” e non solamente “mio”.

Resistere a patetiche dimostrazioni di disprezzo verso la nostra storia, la nostra identità nazionale, il nostro comune sentire.

E voglio aggiungere infine Resistere ai tentativi di infiltrazione che le mafie stanno operando anche qui al Nord, qui in Emilia Romagna, dove però ancora una volta la nostra comunità e le nostre istituzioni hanno dimostrato di essere uniti e di saper condividere valori comuni: su tutti la voglia di libertà e di giustizia sociale, la ferma opposizione a qualsivoglia forma di prevaricazione, attraverso il quotidiano e faticoso lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura; attraverso l’impegno di tutte le nostre istituzioni, come la Regione Emilia Romagna che ha introdotto la nuova legge regionale “Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile” voluta dalla Giunta e già approvata dalla Commissione bilancio e affari generali dell’Assemblea legislativa.

La legge prevede infatti maggiori interventi nel contrasto alle ecomafie e la possibilità per la Regione di costituirsi parte civile nei processi per mafia per essere a fianco delle vittime della criminalità organizzata. E’ ora più che mai, quindi, il tempo di riscoprire i valori profondi che caratterizzano il nostro paese e non dobbiamo avere paura.
Ricordando quindi il sacrificio di tanti martiri, di tante persone che hanno perso la vita, non possiamo tacere che anche oggi da molti paesi del mondo sorge la richiesta di libertà: “Quando un popolo chiede libertà, non lo fa in nome della ricchezza individuale, o del successo personale. E non lo fa per poter fuggire dal proprio paese. Lo fa in nome di tutti i propri fratelli e sorelle, per restare nel proprio paese e viverci con dignità. Ma quale libertà è, quella che ti costringe a lasciare il tuo paese, ad annegare per toccare la terra di un paese straniero? Per questo dobbiamo essere vicini a questi popoli, abbiamo bisogno di più Europa e non solo di ricordarci dell’Europa quando non siamo capaci di risolvere i problemi”.
Vorrei quindi concludere citando alcuni passaggi del discorso del Presidente del Parlamento Europeo in visita a Bologna e Marzabotto il 25 marzo:
Sono qui non soltanto nella veste di Presidente del Parlamento Europeo, ma anche come cittadino tedesco, profondamente scosso ed imbarazzato per la brutalità e la disumanità dell’eccidio commesso in questo luogo dai tedeschi. E’ difficile trovare le parole giuste per esprimere i miei sentimenti ed il mio cordoglio. Il 29 settembre 1944, dei civili furono brutalmente massacrati da un comando delle SS: uno dei più efferati crimini di guerra perpetrati durante il secondo conflitto mondiale…… I cittadini tedeschi di oggi, pur non essendo personalmente colpevoli, hanno però certamente una grande responsabilità: la responsabilità di tenere vivo il ricordo e di non dimenticare mai ciò che accadde nel nome della nostra nazione. Il fatto che io, figlio di un soldato della Wehrmacht, il cui corpo d’armata occupò l’ex Unione Sovietica, possa rivolgermi a voi nella mia veste di rappresentante di un Parlamento multinazionale ed il fatto che oggi possiamo commemorare insieme, tedeschi ed italiani, queste atrocità, dimostra che il sogno europeo è diventato realtà. Questa nostra Europa la dobbiamo anche a statisti tedeschi ed italiani come Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, Sandro Pertini e Willy Brandt, uomini che, sulle rovine di un continente dilaniato e mutilato dalla guerra, ebbero il coraggio di costruire una nuova Europa. Essi riuscirono a riportare la pace tra i popoli tramite l’integrazione di Stati. E’ nostro dovere onorare e custodire questa eredità.

La pace va riconquistata ogni giorno. Ogni giorno dobbiamo lottare contro il riemergere dell’ideologia bestiale che sfociò in tali efferatezze disumane.

Dopo tutto ciò che è successo è un miracolo essere accolto da voi come un amico. Questo è un regalo di cui vi sarò grato tutta la vita. Non posso che associarmi alla vostra solenne promessa:

mai più guerra,

mai più fascismo.

Viva la Resistenza

Viva la Repubblica

In questo video, vediamo la celebrazione in paese con la deposizione delle corone, la S.ta Messa celebrata sul sagrato della Chiesa di Vergato dal vicario don Silvano Manzoni. La Banda di Riola “G. Verdi” ha accompagnato la manifestazione che si è conclusa con il discorso del sindaco sopra riportato.

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