Daniele Marchetti (Ln) – Tutelare la ‘mela romana dell’Appennino’

2019/07/02, Vergato – Una risorsa per l’Appennino proposta dall’indimenticabile Pietro Vicinelli con Antonio Contini Carboni e dal prof. Dario Mingarelli che ha visto in seguito l’interessamento dell’allora sindaco di Grizzana Graziella Leoni e di Cesare Calisti. Mentre proseguono i lavori per la costituzione dell’associazione, premessa per diventare Consorzio Produttori della Mela Rosa Romana dell’Appennino…

Segnala Dubbio;

Agroalimentare. Marchetti (Ln): Tutelare la ‘mela romana dell’Appennino’

Il consigliere del Carroccio chiede un intervento della giunta per promuovere il prodotto tipico. Sapere cosa sta facendo la Regione per valorizzare, incentivare, salvaguardare e promuovere la ‘rosa romana dell’Appennino’, una mela diffusa sull’Appennino reggiano e bolognese. A chiederlo è il consigliere della Lega nord Daniele Marchetti, che sottolinea come “la storia e la tradizione di un territorio passano anche dal mantenimento e dal riconoscimento di peculiarità anche agricole”. Dunque l’esponente del Carroccio chiede alla giunta “cosa stia facendo per valorizzare, incentivare, salvaguardare e promuovere questa storica ed importante coltura agricola”. (Margherita Giacchi)

II sottoscritto
Consigliere del Gruppo Lega Nord
Premesso che:
Si chiama “Rosa Romana dell’Appennino” il progetto sostenuto dall’Unione dei comuni delI’Appennino bolognese che mirava e mira a favorire la riprese della coltivazione della Rosa Romana, una mela diffusa sull’Appennino reggiano e bolognese che deve il suo nome alla presenza già in epoca romana e particolarmente adatta alla cottura, visto che gli usi tradizionali comprendono la preparazione di marmellate e mostarde.
L’obiettivo principale è quello di salvaguardare le coltivazioni residue ancora sporadicamente sopravvissute in varie località dell’Appennino Bolognese, in un’ottica di tutela della biodiversità, il percorso nasce alcuni anni fa dall’idea di un gruppo di coltivatori ed operatori economici locali sostenuti dalle associazioni di categoria.
Rilevato che:
Nel maggio 2018 presso Grizzana Morandi si è tenuto il convegno “dal Giardino Pomario di Casa Morandi all’Associazione per il ritorno della Mela Rosa Romana” con la presenza tra gli ospiti dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna.
Il progetto presentato aveva la finalità di chiedere un riconoscimento formale per un’associazione da costituire con enti promotori e coltivatori, primo passo verso un consorzio operativo con l’obiettivo di promuovere il recupero e la reintroduzione di antiche varietà fruttifere.
Considerato che:
La mela “Rosa romana” è presente da secoli nei territori collinari e di bassa montagna dell’Emilia. Nel territorio reggiano e bolognese sono ancora presenti numerosi esemplari, in alcuni casi secolari. Le varietà Rosa, Rosetta e Rosone individuate nel Lazio, tuttavia, differiscono per caratteri pomologici dalla Rosa romana dell’Emilia-Romagna. Il trattato del Ministero di agricoltura, industria e commercio sulle condizioni dell’agricoltura in Italia (1879) cita espressamente le rose romane tra le mele del Bolognese, e distingue poi la rosa, ‘molto ricercata in commercio fuori di provincia e anche all’estero’, dalla rosina, varietà della rosa, ma più piccola, più saporita e di lunga durata.

Valutato che:
La storia e la tradizione di un territorio passano anche dal mantenimento e dal riconoscimento di peculiarità anche agricole, come quella che potrebbe riscontrarsi nel sostegno alla coltura di frutti che rischiano di perdersi e di tutte quelle varietà che in agricoltura possono essere riconducibili a territori ben identificabili.
Interroga la Giunta Regionale per sapere:
Cosa sta facendo la regione per valorizzare, incentivare, salvaguardare e promuovere questa storica ed importante coltura agricola.
Bologna, 1 luglio 2019

Daniele Marchetti

Vedi documento originale in pdf: OGAL2019015941

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