Paolo Rossi – Vergato da collezionare… “Carte geografiche e curiosi toponimi”

2019/12/12, Vergato – Un vecchio e un bambino si preser per mano…

E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori…

Chi meglio di Francesco Guccini ci ha parlato del rapporto tra generazioni in questa canzone contenuta nell’album “Radici” sentita e risentita fino a far riemergere quello che ormai se ne era andato?

Paolo Rossi ci riporta alla mente i nomi dei luoghi attorno a Vergato, nomi a volte del tutto incomprensibili e irrazionali ma quando eravamo bambini noi erano ben chiari nel significato e nell’identificazione dei luoghi, case, borgate ma anche campi, boschi, strade, tutti avevano un nome… se avete un nonno fatevi dire questi nomi, fatevi spiegare il loro significato… noi ci siamo dimenticati di chiederglielo!

Paolo Rossi – Vergato da collezionare… “Carte geografiche e curiosi toponimi”

Mentre esaminavo una parte del materiale d’epoca che colleziono, ho osservato con più attenzione due carte geografiche militari del nostro territorio acquistate anni fa in un mercatino di antiquariato.

I due fogli, ingialliti e segnati dal tempo -uno del 1904 e l’altro del 1932-, differivano tra loro per la scala di risoluzione indicata; 1: 100.000 il primo, 1: 25.000 il secondo.

Relativamente alla cartografia, non sapevo che la Carta Topografica d’Italia, alla scala 1: 100.000, fosse sezionata in 278 fogli identificabili tramite uno specifico titolo e numero progressivo, e che ognuno di questi rappresentasse una superficie di circa 1.500 Km2 di territorio.

Non sapevo neppure, e questa è una curiosità che potrebbe interessare soprattutto i vergatesi, che dei 278 fogli, quasi tutti intitolati ad importanti capoluoghi di regione o di provincia, Vergato, con il numero 98, ne avesse uno proprio. 

Per via dei bizzarri toponimi della periferia vergatese, anche se già noti, è stata però la carta topografica del 1932 ad attirare maggiormente la mia attenzione e a farmi balenare l’idea di proporvi un simpatico “quiz” per giocare insieme al…  “Perché si chiama così?”.

Come saprete, il nome di Vergato dovrebbe risalire alla produzione del “vergato”, ovvero del tessuto o panno rigato usato anticamente; ma vi siete mai chiesti, per esempio, perché “Casa Mattaruglio” si chiama così?

A me fa pensare che con questo termine vernacolare si volesse indicare un rumore intenso e prolungato, “il ruglio o raglio” (in dialetto “Al ròi”) ovvero l’urlo di animali -forse mucche o asini- non credo di persone che avevano perso l’uso della ragione.

Secondo voi, “Casa Marmocchi” sarà stata abitata da una o più famiglie con molti bambini?

E… “Africa”… “America”… “Europa”? Le ricordiamo come località chiamate così perché ritenute lontane dal capoluogo o perché associate ad uno spirito colonialista del passato?

Ecco quindi alcuni nomi di località della nostra zona dal nome stravagante sui quali potete dire la vostra:

“Tira di lungo”, “Fermati lì”, “Malconsiglio”, “Acquapiana”, “Rovinelli”, “Spazzavento”;

“Casa Malta”, “Casa della Paglia”, “Casa di Ferro”, “Casa del Lupo” e l’innominabile… “Cà dè C**”;

“La Ghiaia”, “La Chiusa”, “La Rovina”, “Casa Termone” al tempo “Vaporino”, “Belvedere” detta anche “Tananai” e tantissime altre…

Buon divertimento e soprattutto Buone Feste a tutti i lettori di VergatoNews24.it.

Paolo Rossi

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