Nasce l’associazione “Italia in Comune”: gli amministratori di Marzabotto tra i fondatori

VN24_160204_Italia in Comune_fondatori copia2016/02/04, Marzabotto – Nasce l’associazione “Italia in Comune”: gli amministratori di Marzabotto tra i fondatori
Nel testo si racconta della partecipazione attiva di Simone Righi – assessore all’urbanistica per il Comune di Marzabotto –  all’associazione “Italia in Comune“. Un’associazione che non nasce da un orientamento politico o partitico, ma che riunisce tutti gli amministratori da Nord a Sud che vogliano condividere delle esperienze. In particolare il Comune di Marzabotto ha raccontato la propria esperienza di progettazione urbanistica partecipata attuata in occasione del progetto “Panico Collettivo”. Un progetto di sostenibilità ambientale e sociale che, coinvolgendo la popolazione, prevede la riqualificazione della frazione di Panico, a Marzabotto.

Sindaci, assessori e consiglieri comunali di tutta Italia hanno dato vita alla rete nata per diffondere e condividere le buone pratiche amministrative. Tra di loro c’è Simone Righi, assessore del Comune di Marzabotto, che ha presentato il progetto “Panico Collettivo”

Si chiama “Italia in Comune”, è una rete ideata da un gruppo di sindaci, assessori e consiglieri Comunali provenienti da tutta Italia, che si sono riuniti a Roma il 10 gennaio 2016, nella sede di piazza Capranica, per definire l’Atto Costitutivo e lo Statuto della nuova associazione. Un’associazione che non nasce da un orientamento politico o partitico, ma che riunisce tutti gli amministratori da Nord a Sud che vogliano condividere delle esperienze,

“Italia in Comune” infatti si definisce una rete delle buone pratiche amministrative:  partendo dal presupposto che le problematiche incontrate dai sindaci di tutta Italia sono spesso comuni, gli amministratori che ne fanno parte hanno deciso di scambiarsi le idee vincenti e di “copiare” quei colleghi che con successo hanno già individuato soluzioni efficaci. L’unico prerequisito per condividere una buona pratica infatti è che essa sia già stata definita, deliberata e applicata nella città di provenienza. Italia in Comune ha infatti come obiettivo la condivisione di progetti concreti e pratiche già in essere.

VN24_160204_Italia in Comune_firma_statuto copiaTra gli amministratori che hanno deciso di aderire c’è anche Simone Righi, assessore all’Urbanistica del Comune di Marzabotto, che nel corso del 2015 ha condiviso con gli altri associati l’esperienza di “Panico Collettivo”:

“Panico Collettivo” –  spiega l’assessore – è un progetto di sostenibilità ambientale e sociale che non si è ancora concluso. Si tratta di un esperimento di progettazione urbanistica partecipata presentato dal Comune di Marzabotto con il coinvolgimento di diversi enti (Istituto Nazionale Urbanistica e Provincia di Bologna) per la riqualificazione di Panico, una  piccola frazione di 250 abitanti, con diverse sensibilità (anziani, pendolari, residenti storici) caratterizzata da una pieve romanica del 1100, tra quelle meglio conservate dell’Appennino Bolognese. Crediamo molto nell’idea che ci sia un’Italia che funziona, e per questo abbiamo voluto condividere la nostra esperienza: al  nostro progetto infatti, oltre a diversi architetti che hanno apportato il loro contributo tecnico, ha partecipato con entusiasmo la popolazione tramite la consulta di frazione che ha voluto condividere le proprie esigenze. Condivisione e partecipazione sono due elementi fondamentali per realizzare buone scelte amministrative, per cui, oltre a quello tenutosi a Panico, stiamo lavorando ad altre esperienze laboratoriali di progettazione partecipata, per esempio nelle aree compromesse dalla Variante di Valico, auspicando che i progetti siano poi cantierabili”.

In soli 9 mesi di vita, Italia in Comune ha organizzato ben 3 incontri nazionali: a Cerveteri (Lazio), Verbania (Piemonte) e Signa e Poggio a Caiano (Toscana). Nelle tre date hanno partecipato più di 400 amministratori locali coinvolgendo quasi 200 Comuni da ogni regione della penisola. Sono state condivise oltre 40 buone pratiche (tutte disponibili sul sito www.italiaincomune.it). Nei diversi incontri sono stati presenti ospiti di grande prestigio dal Sottosegretario MIBACT on. Ilaria Borletti Buitoni, al Presidente della Commissione Cultura al Parlamento Europeo on. Silvia Costa, dall’associazione Libera, al Banco Alimentare, alla Fondazione Nilde Iotti e molti altri rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e dall’associazionismo.

“Quando solo nove mesi fa abbiamo dato vita a questa iniziativa – ha dichiarato Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri, portavoce di Italia in Comune – non immaginavamo uno sviluppo così forte. La risposta che abbiamo ottenuto è stata superiore a ogni aspettativa. Gli amministratori locali sono la frontiera, il primo e spesso l’unico contatto diretto tra le istituzioni e i cittadini. E hanno voglia di condividere e mettere in comune le proprie esperienze, le idee e la passione per il proprio territorio”.

Già in questi primi mesi, i Comuni hanno potuto attingere dall’archivio online di buone pratiche per “copiare” una delle idee proposte dai colleghi di altre città.

Il primo anno di lavoro sarà celebrato in un nuovo incontro nazionale che si terrà a Marzo a Cerveteri (RM). È già pervenuta le disponibilità di molte città italiane ad ospitare le prossime tappe di Italia in Comune. I prossimi appuntamenti sono previsti nel Sud e nelle due Isole. Tra gli obiettivi del 2016 c’è sicuramente quello di creare tavoli di lavoro tematici e regionali al fine di raggiungere e coinvolgere il maggior numero di amministrazioni locali.

I comuni dell’ Appennino bolognese stanno poi lavorando per potere ospitare un evento nazionale sul territorio per valorizzare i tanti buoni amministratori presenti.

I resoconti degli incontri, i testi delle delibere approvate nei Comuni d’Italia e l’elenco delle buone pratiche pervenute sono pubblicate sul sito www.italiaincomune.it, a disposizione di chiunque volesse può accedere e scaricarle per replicarle nella propria città.

 

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