Depotenziamento dell’Ospedale di Vergato – C’è chi dice NO!

2017/02/18, Vergato – Sono felice di aver visto il film-documentario Mani sulla Sanità: la rivolta. Cinema pieno, anche gente venuta da fuori Vergato. Peccato per quelli che NON c’erano, anche persone con ruoli istituzionali,,e per tutti quelli che non hanno potuto o voluto partecipare: un’occasione persa per informarsi e per contribuire al bene comune. Del resto, il film è in più punti un pugno nello stomaco, soprattutto quando parlano certi personaggi noti  che dicono di agire nell’interesse della gente e che promettono pubblicamente di non tagliare posti-letto, di non chiudere ospedali…Lo confesso: ho dovuto farmi violenza e ricordare la buona educazione che mi insegnarono papà e mamma, per non mettermi a fischiare di brutto sentendo certe ipocrisie e confrontando le parole con la realtà che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Da una parte tagli ai servizi sanitari e all’intero sistema dell’assistenza, dall’altra stipendi d’oro agli alti burocrati, consulenze esterne, privatizzazioni selvagge e disinteresse verso i territori “diversamente fortunati” (per carità non chiamiamoli disagiati, il presidente ha detto che questo termine nuoce al turismo!!!). Come noi, povera piccola riserva indiana che vive dell’elemosina metropolitana: non dobbiamo lamentarci ma essere felici anche se ci tolgono il Pronto Soccorso. Ci daranno qualcos’altro in cambio e un regalo è già in vista: non parlano di finanziare per 40 milioni di euro una nuova utilissima (!!!!!!!) funivia dal lago Scaffaiolo alla Doganaccia? Forse con molto meno di 40 milioni si terrebbero in vita i reparti ospedalieri di Vergato che l’AUSL vuole portare a Porretta, o addirittura si potrebbero realizzare anche lì senza toglierli a Vergato.Ma le grandi menti della sanità regionale mi direbbero che sbaglio, che semplifico un problema che in realtà richiede scelte strategiche molto più complesse: bisogna riportare la sanità nei parametri fissati dal famigerato decreto Balduzzi, per cui andando avanti dovremo scordarci la pacchia della sanità gratuita e dell’assistenza garantita a tutti. Ci si dovrà rivolgere alle strutture private, e per chi non potrà permetterselo peggio per lui, ci sarà una sorta di selezione naturale che colpirà i meno abbienti, pazienza…

Sarà questo il futuro della nostra montagna? Certamente SI, se lasceremo decidere il destino della nostra salute a certa gente; SI, se staremo con le mani in mano, SI, se non daremo segnali chiari e forti della nostra volontà di popolo: NO, se uniremo le nostre forze senza lasciarci dividere da interessi di partito o di bottega; NO, se terremo duro, manifestando la nostra opposizione in tutte le sedi possibili, dal Comune in su; NO, se ricorderemo sempre che i diritti vanno difesi, proprio a cominciare dalla salute. Combattere democraticamente per la salute nostra e dei nostri cari è più di un diritto, è un dovere morale. Perchè, come diceva quella grande anima di Ernesto Guevara, le uniche battaglie perse sono quelle che non si combattono.E noi poveri cittadini abbiamo una grande arma, troppo spesso sottovalutata o male utilizzata: IL NOSTRO VOTO.

Ricordiamocelo, quando ci chiameranno a votare; ricordiamoci di  chi ha fatto cosa, quando ci chiederanno il nostro consenso promettendoci mari e monti. In effetti ultimamente ne abbiamo avuti, dai nostri beniamini: mari di guai e montagne di  burocrazia. Dalla gloriosa stazione di Vergato mutilata di un binario e ridotta a semplice fermata, allo smantellamento della sede INPS, fino alla splendida proposta di riorganizzazione del sistema sanitario dell’Appennino che ben conosciamo: tutta roba ottima, che merita il nostro apprezzamento di cittadini e di elettori. Per quanto mi riguarda, io me ne ricorderò bene, se e quando dovrò ancora votare. E spero che se ne ricordino in tanti. Purtroppo ci siamo lasciati abbindolare per troppo tempo e per tante tornate elettorali da promesse fumose e mai mantenute. Su Repubblica Bologna del 5 gennaio 2015 c’è il programma di mandato del neo assessore alla sanità Sergio Venturi: al primo posto TAGLI ALLE LISTE DI ATTESA. Sono passati due anni: qualcuno si è accorto di questi tagli? Un mio familiare ha dovuto chiedere alcuni esami importanti: per visite oculistiche un anno di attesa, svariati mesi per altri accertamenti diagnostici.Bel taglio, complimenti!!!! La salute è un bene essenziale, il più importante che abbiamo. Come cittadini dobbiamo lottare per difenderla, perchè la sanità pubblica è un diritto costituzionale, non un regalo occasionale. Nel film di ieri sera abbiamo visto e sentito i politici promettere, rassicurare, tranquillizzare: forse adesso sarebbe il caso di passare dalle parole ai fatti. Ma se i fatti sono il piano di riorganizzazione varato dall’AUSL, con la mutilazione del nostro amato Ospedale, allora qualcuno sta pesantemente barando: non era questo che ci era stato promesso.

Coraggio, amici di Vergato, di Marzabotto, di Grizzana Morandi, portiamo avanti la nostra civile protesta, non lasciamoci togliere quel poco che ci è rimasto sul territorio, difendiamo la salute nostra, dei nostri bambini, dei nostri anziani. Non lasciamo il nostro destino in mano alla burocrazia. Stato e Regione devono risparmiare? Risparmino su tutto ma NON SULLA SALUTE. Meno burocrati e più infermieri! Si risparmi sui maxi stipendi di dirigenti e direttori, sulle consulenze esterne, su tanti piccoli e grandi sprechi (come l’enorme patrimonio immobiliare passato dal Demanio dello Stato alla Regione e lasciato in abbandono). Si risparmi su ciò che non nuoce alla salute della gente, si dia una bella sforbiciata ai costi della politica e alle spese correnti della pubblica amministrazione, si potenzino gli organici, anziché ricorrere alla privatizzazione: e questo vale per tutto, non solo per la sanità ma anche per i servizi di natura tecnica, per le manutenzioni, per la logistica. E soprattutto si ricordi che…L’OSPEDALE DI VERGATO NON SI TOCCA! LA SANITA’ E’ DEI CITTADINI, NON DEI BUROCRATI!

Ferdinando Petri

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