Ferdinando Petri – Vorrei essere utile al mio paese

2019/02/22, Vergato – Riceviamo e pubblichiamo;

 

Negli ultimi anni sono stato spesso critico verso l’attuale e uscente amministrazione. Mai per ragioni preconcette o per pregiudizi ideologici ma per cause ben precise che, a mio parere modestissimo di cittadino, possono riassumersi in una sostanziale incapacità (con l’aggravante della negligenza) e, cosa grave, nella poca cura verso gli amministrati, cioè verso noi cittadini. Ho ravvisato e più volte stigmatizzato l’incapacità, ad esempio, nel colpevole ritardo con cui si è messo mano alle manutenzioni stradali nel capoluogo e nelle frazioni; nell’incuria in cui è stato lasciato il nostro Pincio, ultima vestigia della Vergato di un tempo; nell’aver trascurato quanto meno gli accertamenti preventivi sulla messa in sicurezza sismica delle scuole elementari; nell’aver fatto discutibile uso delle scarse risorse comunali nella presunta (e oggettivamente risibile) valorizzazione della piazza IV Novembre, per non parlare dello spreco di 45.000 euro per i previsti portali metallici modello stendibiancheria da installare nella stessa piazza. Potrei continuare ma lascio a chi legge il facile compito di ampliare l’elenco. Sullo scarso amore per il paese valga per tutti l’assenso dato dal sindaco al trasferimento del reparto di chirurgia ortopedica dal nostro ospedale a quello di Porretta, primo importante passo per il depotenziamento del nosocomio vergatese. Mi pare, ma potrei dire ci pare, perché raccolgo molto malcontento in giro, che questa amministrazione non abbia certamente brillato. Mi dispiace constatarlo perché parliamo del mio, del nostro paese. Gli sprechi riguardano i miei, i nostri soldi. L’incuria colpisce tutti noi, il depotenziamento dell’ospedale danneggia la mia e le nostre famiglie, senza distinzione. Ecco perché ho deciso, contro il mio interesse personale, di offrire la mia disponibilità per un concreto impegno istituzionale e mettere le mie capacità, la mia esperienza e le mie conoscenze tecniche e giuridiche al servizio del mio paese. Non ho partiti alle spalle, non sono mai stato uno yes-man, sono abituato a discutere, ad ascoltare prima di decidere, e credo che un buon amministratore debba essere al servizio dei suoi amministrati e non di qualche segreteria di partito, debba affrontare le critiche senza presunzione o prepotenza, ma con umiltà e disponibilità all’ascolto. Ho avuto la fortuna di lavorare con ottimi amministratori del passato e a loro intendo ispirarmi, se la mia partecipazione alla gestione della cosa pubblica sarà giudicata da qualcuno degna di interesse.
So che molte persone hanno stima di me; spero di non deludere nessuno.
Ferdinando Petri

 

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