Sanità in Appennino – Il punto di vista di Giovanni Zavorri

2019/02/19, Vergato – Riordino ospedaliero – Il Comitato di Monitoraggio tace? Nato per informare i cittadini, nulla è apparso nelle bacheche pubbliche…nulla ci è stato inviato… dov’è il terzo report? chi sa parli…

Ci pensa Giovanni Zavorri, ex assessore della giunta Gnudi, consigliere del “Gruppo Vergato Paese Amato” a pubblicare il suo punto di vista sulla sua pagina FB e ad informarci della pubblicazione;

29/01/2019 – 3° REPORT SULLO STATO DEL RIORDINO DELLA SANITÀ’ NELL’APPENNINO BOLOGNESE IL PUNTO DI VISTA DI ZAVORRI GIOVANNI

NDR;Trascrizione digitale passibile di errori, segue documento in pdf originale.

La lettura del 3° report sul riordino della sanità nell’appennino bolognese mi porta ad alcune considerazioni che, per comodità espositiva dividerò in paragrafi. A grandi linee corrispondono a quelle da me esposte nell’intervento al Comitato di monitoraggio.

PRONTO SOCCORSO – I numeri sono impietosi e svelano un calo preoccupante degli accessi a Vergato, da più 10.000 (su base annua) a 8800(sempre su base annua), mentre il pronto soccorso di Porretta cresce più o meno degli accessi persi a Vergato.
A questo dobbiamo aggiungere che il pronto soccorso di Vergato presenta un supporto diagnostico carente per effettuare uno smistamento efficace dei pazienti verso la struttura più idonea che serve, in altre parole, per evitare inutili trasferimenti a Porretta per poi correre precipitosamente a Bologna con perdita di tempo prezioso. Riguardo alle carenze appena dette, si tratta in particolare deU’impossibilità. ancora oggi di fare una TAC con il mezzo di contrasto, dell’inesistenza di un sistema di monitoraggio dei pazienti critici in telemetria e della indisponibilità in ampie fasce orarie della diagnostica strumentale come l’ecografia.
Nonostante le rassicurazioni dell’AUSL tutto questo preoccupa molto perché, in queste condizioni il declassamento a posto di primo intervento con servizio 12 ore al giorno è sempre dietro l’angolo.

MATERIALE DIVULGATIVO PER ILLUSTRARE I SERVIZI DELL’OSPEDALE DI VERGATO – In precedenti riunioni del Comitato avevo insistito per una campagna costante di divulgazione dei servizi offerti dalla sanità di distretto e in particolare dall’ospedale di Vergato e ho ricordato questo impegno per me importante. Miracolosamente è comparso un opuscoletto dove sono riportate alcune indicazioni e che ora si trova in numerosi dell’ospedale di Vergato e della Casa della Salute. Forse, se non avessi rinnovato la memoria, se lo sarebbero tenuto ancora un po’ nel cassetto.

NUOVA ORGANIZZAZIONE DELL’ORTOPEDIA – Anche qui le cose non vanno nel senso degli impegni presi. Gli interventi minori a Vergato non sono ancora partiti (mentre e Porretta ne son stati fatti 76 contro i 9 di Vergato).
L’ambulatorio ortopedico di Vergato ha un funzionamento limitato ad un solo un giorno la settimana e lo si vede dallo squilibrio delle prenotazioni (1302 su Porretta e 344 su Vergato) ed è chiaro che tale squilibrio non può essere accettato in quanto non corrisponde agli impegni presi nel piano di riordino.
Insomma sull’ortopedia non è stato fatto ciò per cui l’AUSL si era impegnata e questo lascia poco spazio alle chiacchiere fatte di promesse che anche in questa sede l’AUSL è venuta a illustrare, costituite dall’assicurazione che la chirurgia ambulatoriale ortopedica partirà a pieno regime anche su Vergato, che sarà istituito un ambulatorio per la rimozione dei gessi e che sarà potenziata l’offerta di visite specialistiche.
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Allora ben venga la proposta del Sindaco di creare a Vergato un Unità Operativa Semplice di Ortopedia ma, aggiungo io. non più dipendente da Porretta ma dal Maggiore, ponendo così fine ad una diatriba che tanto male ha fatto e sta facendo alla sanità nell’Appennino Bolognese.

CHIRURGIA GENERALE – Pur nel guazzabuglio di numeri disomogenei che ci sono stati dati nei vari documenti, c’è la netta sensazione che la chirurgia generale non stia funzionando né a Vergato e nemmeno a Porretta (infatti la stessa AUSI ammette difficoltà organizzative che dovrebbero essere superate dalla nomina del nuovo primario dott. Navarra).
Dei numeri dati spaventa la pochezza degli interventi chirurgici ordinari e in DH (331 in sette mesi… meno di due per giorno lavorativo) non c’è poi traccia di interventi in DH a Vergato come da impegni.
Per quello che riguarda la chirurgia ambulatoriale la flessione è evidente, perchè si passa da circa 900 interventi/anno ad una proiezione annua post ristrutturazione di 650.
Non si capisce quindi l’ottimismo dell’AUSL che considera un successo l’aumento, non numerizzato, delle attività chirurgiche seguite da ricovero, nonché dall’attivazione della chirurgia maxillo-facciale che, seppure utile rappresenta un aspetto positivo marginale di un malfunzionamento complessivo.

OCULISTICA – Su questo aspetto della chirurgia la stessa AUSL ammette che c’è stata una flessione e questo vuole dire che siamo di fronte ad un insuccesso, figlio del maldestro tentativo (fallito per effetto di una levata di scudi unanime), di annullare questi interventi su Vergato per spostare tutto a Porretta.
Infatti gli interventi a Vergato sono partiti (a rilento) solo dal primo ottobre e il loro numero complessivo (290) da la netta sensazione che qualcosa non sta funzionando.

MEDIClMJNIERNA – LUNGODEGENZA.-..CURE INTERMEDIE/-.Sembra che tutto vada bene e ci può anche credere, perché questo è l’unico punto del riordino nel quale l’AUSL crede veramente e per il quale spende le energie migliori.
Si vedono i risultati positivi del distacco da Porretta per diventare un’articolazione del Maggiore e le prospettive sono incoraggianti (quindi un esempio da replicare per altri servizi dell’Ospedale).

CASA DELLA SALUTE – Su questo punto bisogna prendere atto che alcuni impegni sono stati rispettati (ambulatorio ortodontico, cure palliative, ferite difficili, terapia del dolore, ecc…) ma si tratta di questioni che, seppure importanti, rappresentano la soddisfazione di bisogni di un piccolo numero di casi, mentre rimane del tutto irrisolta la questione già più volte evidenziata di riempire di contenuti il fatti che la Casa delle Salute di Vergato viene definita la principale del Distretto.
Infatti rimangono insoddisfatte le richieste di dotare la Casa della Salute di Vergato di tutte quelle specializzazioni mediche e di tutta quella strumentazione diagnostica che, da un lato, permetterebbe una migliore erogazione di servizi (in particolare al Pronto Soccorso) e. dall’altro, ne farebbe una Casa della Salute completa.
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Mi riferisco in particolare alla possibilità a tutt’oggi insoddisfatta, di fare a Vergato: visita angiologia, dermatologica e allergologia pediatrica; gli esami strumentali di ecocardiogramma, egc da sforzo, ecodoppler, colonscopia, e RM.
Un discorso a parte merita il sottoutilizzo della TAC donata con tante buone intenzioni dai cittadini e ad oggi prenotabile per gli esterni solo due pomeriggi la settimana. Ad oggi permane la volontà di non fare esami con il mezzo di contrasto, il che provoca forti limitazioni anche alla diagnostica del pronto soccorso e dei reparti di degenza dell’Ospedale. Dopo tante chiacchiere questa situazione inaccettabile è certificata dai numeri forniti (in sette mesi 1327 TAC a Vergato e 3168 a Porretta dove lo strumento viene utilizzato con gli standard normali e con completezza diagnostica).

CENTRO DI RIABILITAZIONE DISTRETTUALE – Nonostante fosse uno dei punti fondanti del riordino per valorizzare l’Ospedale di Vergato, all’argomento non viene dedicata una riga di analisi e nemmeno una parola di impegno e nemmeno una riga sulle programmazione dell’investimento.
Per fortuna che l’Assessore regionale Venturi ha fatto sapere che la Regione ci metterà 300.000 €, rimane comunque la alcune su come e quado l’AUSL intende spenderli. ONCOLOGIA – Anche su questo importante e qualificante servizio dell’Ospedale il report tace, mentre sarebbe stato importante conoscere i numeri e sapere che l’AUSL ha già fatto le valutazioni necessarie riguardo al prossimo pensionamento del medico responsabile del Servizio.

DIALISI • Stesso discorso fatto per l’Oncologia, anche qui il silenzio l’ha fatta da padrone. In tutti e due i casi l’AUSL si è giustificata dicendo che non pareva fossero aspetti importanti, al che io ho ribattuto che siccome tali servizi facevano parte degli impegni di riordino coerenza voleva che l’analisi del report fosse fatta anche rispetto a essi e allo stesso modo fossero forniti i numeri salienti della fruizione.

PUNTO NASCITA – Il Consigliere Argentieri è intervenuto chiedendo, tra l’altro, che se proprio di riapertura del punto nascita si deve parlare, bisogna ripensarne la collocazione sul territorio dando il servizio in un punto centrale: cioè a Vergato. Concordo in pieno con questa affermazione perché, se facciamo le cose come le abbiamo sempre fatte, otteniamo il risultato che abbiamo sempre ottenuto e, cioè, nemmeno 100 parti all’anno (limite minimo 500), spreco di soldi pubblici, nonché qualità e garanzie per il nascituro e la madre fuori standard di sicurezza.
Quindi, mentre sono contrario al ripristino del punto nascita (sia a Porretta che a Vergato), credo che debbe essere ripensata in ogni caso l’organizzazione del polo ginecologico-ostetrico-pediatrico del Distretto, smettendo di rendere la vita difficile agli abitanti del territorio mandandoli alla periferia più lontana per fruire dei servizi, provando invece a dare risposte territorialmente equidistanti da tutte le provenienze, cioè a Vergato.

CONCLUSIONI – Naturalmente ci sono anche cose che vanno bene e impegni che sono stati rispettati, ma ritengo che il Comitato di monitoraggio non sia una passerella per auto incensarsi sui risultati ottenuti bensì il luogo dove va chiesto puntualmente conto
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degli impegni presi, mettendo in luce tutti quegli aspetti che presentano carenze o lacune, al fine di ottenere quanto promesso.
Spaventa ma non meraviglia la scarsa capacità di analisi della politica e degli altri soggetti presenti al Comitato (per non parlare degli assenti che nemmeno hanno mandato un rappresentante). Nessuno è stato in grado di sviluppare un’analisi almeno efficace del report, limitandosi ad osservazioni marginali o riguardanti quanto scritto prime tre pagine. C’è stata invece una pignoleria solerte da parte del Sindaco nel richiamarmi puntualmente ad una conclusione veloce dell’Intervento, forse infastidito dall’analisi puntuale e articolata che ho messo in piedi nel seppur breve tempo a disposizione.
Permane quindi il giudizio negativo su una riorganizzazione che ha portato tutti i servizi più importanti alla periferia del Distretto e nel punto più lontano da Bologna, mettendo a carico dei fruitori dei servizi stessi un aggravio di costi e un maggiore dispendio di tempo, senza migliorarne di fatto l’offerta (ma solo spostandoli).
Questa amara conclusione dimostra l’inutilità e il fallimento della politica nella sanità in montagna, proprio quella politica che ancora oggi persevera nell’errore, proponendoci il ripristino del punto nascita a Porretta dove si avrà un ulteriore impiego inutile di soldi per avere un servizio incompleto che non tutelerà il nascituro e la madre (insomma si ripetono le motivazioni che hanno portato alla chiusura).

18/02/2019 Giovanni Zavorri Consigliere
Gruppo “Vergato Paese amato”
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