Storia delle due chiese di Vergato – Appunti per una ricerca

2019/11/28, Vergato – Passano le generazioni e passa l’interesse del passato sia per le persone che per i luoghi, i monumenti, i palazzi storici e le “cose”. Bene fa Angelo col suo banchetto al mercatino (di robe vecchie) a intrattenere i visitatori con le domande; cos’è questo? e… cos’è quello? Domande base, per arrivare alla spiegazione di quei fantastici strumenti dei nostri nonni.

Lo stesso vale per le grandi opere come l’ombrellone o il fungo, la struttura in cemento riapparsa a Vergato grazie alle foto recuperate e con loro l’interesse per la struttura e per il progettista tali da farci contattare da una studentessa di Tor Vergata. 

Ebbene, per chi interessa, siamo da tempo alla ricerca della fotografia dell’interno della Chiesa di Vergato crollata per eventi bellici, la Chiesa di fianco al Palazzo Comunale. Una foto che dovrebbe esistere vista l’importanza della Parrocchia, foto che abbiamo visto per le parrocchie minori come Carviano, Liserna, Labante.

Ci viene incontro Alfredo Marchi che grazie ai suoi “appunti” per una ricerca sulla chiesa di Vergato ci fa vedere l’interno con i suoi altari e le sue opere d’arte, le sue panche in numero di tredici per fila, il pulpito e il resto elencato minuziosamente in un inventario del tempo

L’attuale chiesa risale all’anno 1954.   Precedentemente essa si trovava di fianco al palazzo comunale, già Palazzo Bossi, antica sede dei Capitani della Montagna.   Il vecchio edificio ecclesiastico, risalente alla fine del XVI secolo, subì negli anni varie modifiche e restauri. Nel 1602 venne costruita una nuova cappella a spese della famiglia Bonafè , nel 1645 venne ampliata la cappella maggiore, vennero edificate quattro nuove cappelle ai lati e decorata la porta all’esterno, mentre la facciata rimaneva ancora disadorna e di modeste dimensioni.  Al 1689 risale l’erezione del campanile che nel 1757 fu innalzato con la costruzione della cupola ricoperta di rame.  In questo periodo furono costruiti anche il coro e la sagrestia.  Nel 1772-73 si costruirono  un nuovo altare maggiore e una balaustra in marmi di vari colori.  Nuovi arredi e quattro campane furono acquistate nel 1814 (1). Nel 1808 la parrocchia acquisto’ un piccolo oratorio che faceva parte del palazzo Botti.  Questa cappella, eretta nel 1572 dal Capitano Senatore Ercolani, servì ad ampliare l’attigua canonica.  Nel 1834 venne restaurato tutto l’interno della chiesa, si costruì una capace cantoria e si installò un nuovo battistero in marmo (2).

        Un inventario parrocchiale del 1742 ci da una sintetica descrizione degli altari nella chiesa:

  • Altare maggiore del Santissimo Sacramento.
  • Altare del Crocefisso (nella prima cappella a destra dell’ingresso).
  • Altare della Beata Vergine del Carmine e dei santi Rocco, Fabiano e Sebastiano (nella seconda cappella a destra).
  • Altare della Beata Vergine della Cintura (nella terza cappella a destra).
  • Altare di S. Antonio da Padova (sulla destra semincassato nel muro).
  • Altare della Beata Vergine del Rosario (nella prima cappella a sinistra).Altare di S. Giuseppe (annesso alla cappella del Rosario).
  • Altare di S: Francesco d’Assisi (seguita quello di S. Giuseppe).
  • Due cappe di marmo rosso per l’acqua santa (collocate sul muro lateralmente alla porta d’ingresso).
  • Fonte battesimale di macigno lavorato (a sinistra dell’ingresso).
  • Pulpito in noce (collocato nel pilastro fra la cappella del Crocefisso e della M. del Carmine).
  • Due confessionali di noce (ai lati del SS: Sacramento).
  • Ventisei panche (due file di 13). (3)

Fra i quadri della vecchia chiesa vengono ricordati: “la visitazione della Madonna” di G.F. Pedrini e “i Santi Giuseppe e Vincenzo” del Calvi. Nel 1941 venne riscoperto, sulla parete in comune col palazzo Botti, un antico affresco rappresentante la Madonna con Bambino”, forse di origine cinquecentesca.

Il 22 agosto 1944, la chiesa di Vergato viene completamente rasa al suolo da bombe dell’esercito alleato in   una delle tante incursioni aeree sul paese.  Il campanile rimase in piedi, verrà abbattuto durante la ricostruzione.

Prima della distruzione la chiesa era dotata di quadri fra cui la Visitazione della Madonna di G.F. Pedrini e un quadro coi Santi Giuseppe e Vincenzo del Calvi (4)

Della vecchia chiesa tutto è andato distrutto, eccezion fatta per un piccolo bassorilievo in marmo che era incastonato nel paliotto dell’altare maggiore e che rappresenta S. Maria Visitante, titolo a cui era dedicata la parrocchia fino al 1955 (5).

         Passata la guerra si poneva quindi il problema per la costruzione della nuova chiesa.  Le posizioni più discusse erano quattro: 

  • 1- Nella precedente zona, ma più arretrata per potervi creare una piazzetta davanti. Ciò avrebbe però richiesto la necessità di costruirla sopra un muro di contenimento con conseguente accesso mediante una scalinata a causa del dislivello del terreno nella parte posteriore.
  • 2- Nell’attuale zona, a sud del palazzo comunale, ora occupata dalla piazza Capitani Della Montagna, che in questo caso si sarebbe di molto ridotta.
  • 3-4- In due diverse posizioni di fronte ai giardini col monumento ai caduti. (6)

Venne scelta una delle due posizioni di fronte ai giardini col monumento ai caduti. 

Nel 1952 erano già pronte le nuove campane che vennero poste e utilizzate  provvisoriamente sotto una tettoia  di fianco al palazzo comunale.     Nel 1953 venne posta la prima pietra della nuova chiesa che venne solennemente inaugurata il 22 agosto 1954. 

    – La chiesa di Vergato sorse in periodo di transazione per l’arte sacra. In stile romanico moderno, si inserisce bene nel contesto del paese per le sue linee semplici e per le pietre, provenienti dalle cave di Montovolo, impiegate per la parte esterna.-(7)

    -Tutto l’interno è ad intonaco tinteggiato color avorio cogli archi delle navate, dell’abside e delle porte di rosso laterizio.    A capo della navata maggiore, nell’abside con ricco altare marmoreo, e preceduta da un presbiterio con balaustra e due amboni di marmo, domina imponente una grande figura dipinta del Sacro Cuore di Gesù, che con le braccia aperte e sollevate chiame a se le anime: – Venite ad me omnes – Ai lati del cristo dominante sono S. Margherita Maria Alocoque e il B; Claudio de la Colombiere. In alto fanno corona due teorie di angioli oranti- (8)

Dopo pochi anni alcune  figure verranno già modificate, cambierà la posizione degli angeli, tre saranno i santi martiri e tre  le sante vergini.

Tutti gli affreschi, abside, altare Sacra Famiglia ed altare di S: Giovanni Bosco, sono opera del pittore Luciano Bettini.  La Via Crucis nella chiesa e la Madonna col Bambino nella cripta, entrambe in terracotta, sono opera dello scultore Gildo Atti.   Altri quadri presenti derivano da donazioni ricevute nel dopo guerra o da depositi provvisori da altre parrocchie del vicariato. 

Architetto di questa chiesa è Rodolfo Bettazzi, L’organo è opera di Armando Pasta di Cremona che lo collocò con la direzione di Ugo Ughi.

     La festa  patronale ricorre, per tradizione, il giorno della domenica in Albis, nonostante che, con la consacrazione della nuova chiesa al Sacro Cuor di Gesù e di Maria, si sia tentato invano di trasferirla in agosto (il venerdì dopo la II domenica dopo pentecoste).   Il giorno della  domenica in Albis la statua della Madonna della Provvidenza viene trasportata in processione per le vie a nord  del paese, rimane in adorazione nella chiesa per tutta la settimana seguente fino alla domenica, giorno in cui, dopo un’ultima processione nelle vie a sud/ovest del paese, viene riposta nel suo altare.  Questa festa patronale è ancora molto viva, anche se meno diffusamente che nel passato, usa ancora invitare parenti ed amici a pranzo, attratti più dai divertimenti mondani (fiera, giostre, pesca di beneficenza e mercato) che dalle manifestazioni religiose.

Alfredo Marchi

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