Calcio – Il Vergato di Grani

VN24_Grani_12014/03/31, Vergato – Il Vergato di Grani

Nella Vergato del dopoguerra c’era un grande fermento.
Le attività commerciali brulicavano e, in un negozio di fronte alla Stazione Ferroviaria, dove adesso troviamo l’INPS, c’era il “Mobilificio Grani”. Cucine, camere da letto, lucidatrici e televisioni:
questo era il Mobilificio Grani.
Chi era Grani? Era un incrocio tra l’astuzia di Anconetani e il furore agonistico di Costantino Rozzi.
Potete immaginare un personaggio di questa portata a Vergato?
Grani era uomo fuori dal suo tempo: commerciante scaltro, aveva, come tutti i commercianti, una dialettica e una loquacità fuori dall’ordinario, e una capacità di convinzione senza pari.
Da sempre tifoso del Bologna, insieme agli amici Capponi, Galli
Luciano e Ugo Lenzi (detto Ughino), erano diventati amici del cuore di alcuni grandi campioni del Bologna calcio, di quel Bologna che, come dicevano le cronache, “Tremare il mondo fa’”
e che vinse lo scudetto nel 1964.
Bulgarelli “Giacomino” era spesso a Vergato e in tutto il paese si viveva la passione per il calcio.
Grani aveva il suo quartier generale al lato del proprio mobilificio, alla Trattoria Cesira, oggi “Pizzeria la Brace”, dove, insieme ad un fidato gruppo di amici tra i quali ricordo “Cicalino” e “Ruffillo”, crearono il Vergato.
Nei primi anni la squadra fu impostata sui “ragazzi di Vergato” che non trovavano spazio nella Vergatese, ma, ben presto, questo gioco fu troppo piccolo per Grani, uomo ambizioso e amante delle sfide. Iniziò ad acquistare giocatori, naturalmente buoni giocatori, che, nel giro di poco tempo, vinsero la terza categoria.
A questo punto si presentò una situazione anomala per Vergato: il derby.
Per un paese di 3-4000 anime avere un derby in seconda categoria fu un evento incredibile: Vergatese – Vergato. I media si scatenarono. Sui giornali e sulle televisioni la cosa ebbe una grande cassa di risonanza; anche Mediaset si interessò dell’evento. Ci fu il tutto esaurito, tribune stracolme, televisione a riprendere l’evento, tensione a mille, sfottò fra tifoserie opposte.
Era il periodo nel quale Fernando Diamanti e Pietro Raffini gironzolavano per il paese muniti di videocamera e microfono a fare interviste pseudo sportive.
Erano interviste scherzose, un po’ come oggi le “IENE”, ma solo trenta anni prima. Il lunedì sera si rivedevano i pre-partita con le interviste e la partita tramite VHS (novità assoluta) sul grande schermo al Bar di Gatti, con i commenti di rito. Ricordo soprattutto quelli di Maldina, detto Lello, uno degli “intenditori” più raffinati, ma anche una delle lingue più taglienti per noi calciatori.
Il martedì veniva riproposto lo stesso “menù”, ma in un altro bar: al Bar Marino, il Centrale.
VN24_Grani_2I due bar si contendevano la “prima proiezione”, in quanto i posti venivano “prenotati” settimana per settimana…c’era sempre il tutto esaurito!
Grandi giocatori fecero parte del Vergato di Grani: Fontana, l’altissimo portiere proveniente da Lagaro, Beltrami, ala destra velocissima, padrone di tecnica raffinata e tiro potente, Sergio Parenti, regista mancino, e il famosissimo Carboni.
Carboni, detto il “Negretto”, era un fuori classe. In tanti anni di calcio, non ho mai incontrato uno come lui. Punta raffinata, con uno spaventoso spunto da fermo e una velocità con palla al piede senza eguali, finte ubriacanti e tiro secco con entrambi i piedi; ma, come a volte succede ai grandi talenti, con alcuni limiti caratteriali che, purtroppo, gli preclusero spalti professionistici.
Quando feci gol nel mio primo derby, il boato della tribuna stracolma ancora oggi lo ricordo e, solo allora, capii cosa volesse dire “derby”.
A metà degli anni 80 ci fu la fusione tra Vergato e Vergatese e, da allora, Grani si ritirò dall’attività dirigenziale nel calcio.
Grazie anche all’impegno di Grani, il calcio a Vergato ha vissuto momenti indimenticabili e la passione per questo sport è andata oltre ai colori politici e alle lotte di classe.
Grani, personaggio amato e odiato, ha permesso ai tifosi e agli sportivi di questo piccolo paese di vivere, tramite il calcio, una sensazione che solo i più fortunati nella loro vita hanno provato:
IL VALORE DELLA PASSIONE

Grazie Grani, “l’Anconetani di Vergato”!

(dedico questo articolo all’amico Paolo, figlio del presidente Grani, per ricordargli che il tempo che suo padre gli ha sottratto, per dedicarlo a tutti noi sportivi di Vergato, non è stato un tempo vano.)

Vergato 31/03/2014 Graziano Allori

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