Ferrovia Porrettana – La lettera disperata di una pendolare per necessità

VN24_Vergato-stazione-FS-022015/01/26, Vergato – Quando le autorità preposte non rispondono alle necessità dei cittadini, quando le proteste verbali e i comitati non risolvono, che fare? O subire o passare alle proteste scritte!

Questo il tema della lettera di Carmen Spinnato, scrittrice, abitante nel vergatese con difficoltà motorie, ma per la sua esperienza di vita raccontata nel volumetto; Carmen Spinnato – I bambini della montagna, possiamo definirla… una che non molla! Intanto pubblichiamo la lettera inviata agli organi istituzionali ma anche agli organi di informazione.

Contiamo su una risposta, a sua volta scritta, alla signora Spinnato, pendolare saltuaria, che vorremmo pubblicare…

 OGGETTO: Inagibilità-Pericolosità della Stazione Ferroviaria di Vergato.

La presente per denunciare una situazione ormai diventata insostenibile. Da vari anni la linea ferroviaria “Porrettana” è stata oggetto di proteste e lamentele per l’inefficienza, i ritardi e i treni obsoleti e non certo confortevoli che erano in uso, tanto che si è anche costituito il ” comitato dei pendolari della Porrettana”. lo non sono un vero pendolare, ma un’utente che usa il treno 2-3 volte la settimana con regolare abbonamento mensile treno + bus: più esattamente ho usato il treno fino a cinque giorni fa.
Nel corso degli ultimi anni sono stati fatti miglioramenti alle strutture lungo tutta la linea ferroviaria ad esclusione del tratto relativo alla stazione di vergato, che è quella che in assoluto ha il maggior numero di carico-scarico persone. La stazione di Vergato è l’unica della tratta Porrettana in cui non si è effettuato l’adeguamento dei marciapiedi alla salita sul treno cioè, in parole povere, per salire e scendere bisogna superare con un solo passo il dislivello di circa 50 centimetri.
Ora con grandi annunci e pubblicità, stanno entrando in funzione comodissimi treni di ultima generazione, lo utente di anni 76 (settantasei) fino a pochi giorni fa riuscivo ancora, molto faticosamente, a salire sul vecchio treno su cui si saliva tramite i gradini del treno stesso e che, fortunatamente, trovavo ancora nelle mattine in cui dovevo andare a Bologna. Sabato 17 Gennaio 2015 la brutta sorpresa, è arrivato da Porretta diretto a Bologna uno dei treni meno vecchi, nessun gradino per salire.
Mi sono avvicinata alla porta e subito l’impresa di salire mi è parsa impossibile, la distanza marciapiede-pavimento treno insuperabile: cm.50/55 per la mia “altezza” attuale (1,55) e la mia età! Non mi volevo arrendere e ho provato ad alzare una gamba ed appoggiarla sul treno, ho ritirato la gamba e appoggiato l’altra (la più “forte”); mi sono sollevata aiutandomi con le braccia,ma mi sono trovata col ginocchio di una gamba sul treno e l’altra a penzoloni. Un signore giovane e alto che stava salendo dalla medesima porta mi ha offerto il suo aiuto che ho accettato anche se avrei preferito rinunciare. Mi ha tirato per le braccia e sono riuscita a trascinare sul treno anche l’altra gamba, trovandomi così in ginocchio: fortunatamente riesco ancora a rialzarmi da tale posizione e, vergognandomi e profondamente umiliata per questa situazione mi sono seduta con nessuna voglia di proseguire il viaggio.
Al ritorno da Bologna treno nuovissimo che parte dal marciapiede pari-livello: da TUTTE le stazioni i passeggeri scendono come in tutti i paesi civili, anzi non “scendono”, ma ESCONO agevolmente dal treno compresi i bambini in carrozzina!
Giunti a Vergato ci aspetta il “salto” dal treno, stando ben attenti col buio a non andare a finire nel “buco” fra treno e marciapiede e, per le carrozzine con bambini catena di mani volontarie da dentro e fuori il treno per aiutare l’atterraggio.
Il giorno successivo mi sono trovata con un profondo e dolorante ematoma dal ginocchio alla caviglia della gamba che avevo ” strisciato” per salire. Due giorni dopo dovevo andare a Bologna per due appuntamenti molto importanti, ma ho rinunciato per la paura di ritrovarmi ancora in quella situazione. Non ritengo giusto dover rinunciare ad usare il treno (io non guido l’auto) quando ci sono tanti cartelli luminosi lungo la strada statale porrettana che sollecitano i cittadini, soprattutto gli anziani a lasciare l’auto e usare gli innumerevoli treni messi a loro disposizione.
La prossima settimana per poter usare il treno senza pericolo, e recarmi a Bologna , sarò costretta a farmi accompagnare in auto alla stazione più prossima a Vergato cioè Pioppe di Salvare nella quale .come in tutte le successive fino a Bologna, esiste il marciapiede a NORMA dalla cui realizzazione, non si sa perché e lo vorrei proprio sapere è stata esclusa solo la stazione di Vergato: 1.5oo(millecinquecento) movimenti di salita e discesa al giorno è di fatto una stazione in cui per molti è pericoloso salire e scendere dal treno e per alcuni anche impossibile.
Perdurando tale situazione dovuta a incuria, inefficienza (posso dire cialtroneria?) e disinteresse totale degli Enti responsabili e preposti al controllo proverò a cercare una soluzione ricorrendo ai mezzi legali, che spero esistano ancora a tutela della sicurezza e diritti dei cittadini anche se ormai vecchi, pensionati, poco abili e quindi considerati inutili e non degni di attenzione.
Senza distinti saluti
Carmen Spinnato

i 4 allegati ricevuti via e-mail da un lettore:

1-allegato SOTTOPASSO STAZIONE VERGATO CARLINO DEL 7.9.2013
2-allegato Planimetria generale di progetto_77_334
3-allegato GRUPPO CONSILIARE PDL VERGATO SU STAZIONE VERGATO
4-allegato Costruzione di un parcheggio scambiatore nel parco urbano del Reno

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