Carabinieri – Uniti contro le truffe – Conferenza del M.llo Rossitto in Chiesa a Vergato

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2016/02/16, Vergato – Si è tenuta domenica scorsa la conferenza a scopo informativo sulle tecniche truffaldine a carico delle persone più deboli, giovani e anziani. Il m.llo Davide Rossitto, comandante della locale stazione dei Carabinieri ha illustrato il decalogo delle truffe più “popolari”, riportate anche nel manifestino e un pieghevole distribuito in chiesa. Questa è la prima di una serie di conferenze che si svolgeranno anche presso altre strutture e nelle frazioni in collaborazione con l’amministrazione comunale assente a questo primo incontro.

Un estratto della conferenza che ha destato interesse e si è prorogata con domande od esperienze vissute. Una sincronia tra forze dell’ordine e cittadini che sta dando buoni frutti. Il volantino in pdf; volantino truffe ai danni di anziani

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Il video

Contro determinate truffe la prevenzione è la migliore difesa: partendo da questo presupposto il Comando dei Carabinieri di Vergato con la collaborazione dei comuni della montagna bolognese si sta attivando in una campagna di informazione a favore dei cittadini. La campagna prevede la diffusione di manifesti e volantini, oltre ad una serie di assemblee pubbliche presso i comuni dell’Unione. L’obiettivo è fornire indicazioni preziose per prevenire alcuni reati particolarmente odiosi perché colpiscono spesso le persone più indifese, cioè gli anziani.

Il messaggio principale che arriva dai carabinieri è chiaro: la prevenzione è essenziale, per cui i cittadini non solo possono, ma devono chiamare le forze dell’ordine se osservano individui o situazioni sospette. E se purtroppo il reato è già stato compiuto, si pensi per esempio ai furti notturni, è bene avvisare subito, senza rimandare al giorno dopo: in questi casi prima i carabinieri sono informati, meglio è.

Per prevenire le truffe i consigli dei carabinieri sono numerosi. Si comincia con quelli relativi alle truffe in casa. Non fidarsi delle apparenze: i truffatori per farsi aprire la porta ed introdursi in casa possono presentarsi in diversi modi. Spesso sono persone distinte, eleganti e gentili. Dicono di essere funzionari delle poste, di enti di beneficenza, dell’Inps, del comune o della provincia o delle società energetiche, dell’acqua e gas e talvolta appartenenti alle forze dell’ordine. Non bisogna aprire agli sconosciuti e farli entrare in casa; diffidare degli estranei soprattutto se in quel momento si è soli. Non mandare i i bambini ad aprire la porta: in ogni caso, prima di aprire, è bene controllare dallo spioncino e in caso di sconosciuti aprire con la catenella attaccata. Prima di far entrare chiunque è bene accertarsi della sua identità ed eventualmente farsi mostrare il tesserino di riconoscimento.
Non chiamare le utenze telefoniche fornite dagli interessati, perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice; tenere a disposizione un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Hera, etc.) così da averli a portata di mano, in caso di necessità, per fare un controllo. Diffidare delle persone che si spacciano per operatori di enti pubblici e privati, che con la scusa di perdite di gas, rischio inquinamento e radioattività in zona: consigliano di prendere tutti i soldi e gioielli presenti in casa, di metterli in una busta e di riporli nel frigorifero per “proteggerli”: è una truffa, con la quale i criminali distraggono i malcapitati e li derubano.
Diffidare da chi si presenta a casa dichiarando di appartenere alle forze dell’ordine senza una divisa: a volte i truffatori in abiti civili mostrano un falso tesserino di riconoscimento, mentre le forze di polizia operano in divisa e utilizzano autovetture di servizio. Prima di aprire la porta, è bene dare un’occhiata per vedere se all’esterno vi sono auto dei “Carabinieri” “Polizia” “Guardia di Finanza”, altrimenti meglio chiamare il 112, o chiedere aiuto ad un vicino.
Ci sono poi altri consigli relativi ai comportamenti fuori casa: meglio farsi accompagnare da qualcuno in banca o in posta, soprattutto se si deve ritirare o versare del denaro; mai lasciare incustodita la borsa mentre si fa la spesa e attenzione a chi urta o si avvicina senza motivo, perché è una tecnica per rubare il portafogli o sfilare la collana; mai riporre la borsa nel cestello portaoggetti della bicicletta, da dove può essere facilmente asportata.

Attenzione poi a tecniche subdole, quali quella dell’abbraccio: non è opportuno fermarsi per dare ascolto a sconosciuti, anche se all’apparenza sono cordiali e ben vestiti, si spacciano per amici o chiedono indicazioni stradali. Spesso costoro ringraziano e abbracciano, ma nel farlo sfilano via il portafogli, l’orologio o la collanina. Altra truffa è quella del falso impiegato postale o bancario: si avvicina all’uscita della posta o della banca, mostra velocemente un tesserino e chiede di controllare se le banconote appena ritirate siano autentiche. Ovviamente il denaro verrà ritenuto falso e verrà rubato. C’è poi la tecnica della giacca sporca: donne o uomini, con bambini o ragazzi, urtano le vittime rovesciando loro addosso una bibita o un caffè, poi con la scusa di ripulire gli abiti rubano il portafogli. Non sembra tramontare poi il sempreverde trucco dello specchietto. Mentre a bordo di un’auto la vittima incrocia un’altra vettura o un pedone, sente un tonfo secco sulla carrozzeria: l’altro veicolo si ferma e il conducente scende mostrando i danni sulla carrozzeria o allo specchietto della sua auto. In alternativa c’è un pedone che lamenta di essere stato colpito, chiedendo di essere risarcito. Inevitabilmente la scena si risolve con la richiesta di una piccola somma di denaro in contanti, per risolvere il tutto senza fare denuncia all’assicurazione: ovviamente è una truffa.
Non ci si può fidare nemmeno di chi si presenta di persona o al telefono come un “amico” o “avvocato”, sostenendo di conoscere la vittima, i suoi parenti o i suoi conoscenti. Costui affermerà che il nipote o il figlio della vittima ha avuto incidente, o che è stato fermato dalle Forze di Polizia, o che ha effettuato un acquisto ed ha bisogno di soldi. Quale sia la scusa, il risultato è sempre la richiesta di denaro in contanti, o anche l’offerta di accompagnare la vittima per un prelievo in banco. Si tratta di una truffa, e nemmeno troppo originale.

Minerbio, 16 febbraio 2016 – La truffa del “Cucciolo online”: 34enne denunciata dai Carabinieri.

I Carabinieri della Stazione di Minerbio hanno denunciato una 34enne del luogo pertruffa.

La donna, nata in Romania, è accusata di aver tratto in inganno un 72enne italiano, residente a Minerbio, con il quale, a novembre, aveva avviato una trattativa per la vendita di un cucciolo di cane, razza “Bovaro del bernese”, attraverso un sito internet di annunci vari. La venditrice però, dopo essersi fatta “ricaricare” la carta di credito, per un importo pari a 150 euro, non ha mantenuto la parola e invece di “spedire” il cucciolo, si è resa irreperibile sia alle telefonate dell’anziano cliente che chiedeva spiegazioni, sia ai Carabinieri che si sono recati presso la sua abitazione situata in una traversa della Strada Provinciale 5 di Minerbio.

Nell’ultimo anno, la donna, gravata da precedenti di polizia, tra i quali anche “Atti osceni”, ha accumulato una decina di denunce da parte di appartenenti alle forze di polizia del Nord Est d’Italia, per lo stesso reato: “La truffa del cucciolo online”.

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