L’Avvenire d’Italia 13-12-1945 – Un indimenticabile amico Ettore Bortolotti

VN24_Ettore Bortolotti_Avvenire_(10) copia2016/04/21, Vergato – Ancora un’articolo di giornale che ci parla di Ettore Bortolotti, direttore del Credito Romagnolo, trucidato assieme ad altri dieci a Ponzano il 13/12/1944. Il ritaglio del giornale è stato conservato da don Dario Zannini, il parroco di Sasso Marconi che indagò su questa vicenda dai risvolti ancora oscuri, e inviato ad Alfredo Marchi che a sua volta scrisse diverse pubblicazioni su Nuetèr in merito.

Un indimenticabile amico Ettore Bortolotti  vittima della ferocia tedesca ( da L’Avvenire d’Italia 13-12-1945)

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di un nostro fedele amico: Ettore Bortolotti, che per tanti anni fu corrispondente de L’ Avvenire d’Italia da Vergato. Egli è caduto vittima della ferocia tedesca.

Il 15 dicembre 1944 a Boschi di Susano sopra Vergato una squadra delle S-S. tedesche trucidava ben undici persone ivi rifugiate, benché fosse loro stata garantita in antecedenza l’incolumità. Fra le vittime di tanta ferocia vi era anche Ettore Bortolotti, la sua signora Ada Marchetti. alla quale non valse a salvarla la dolorosa infermità, e la sorella di questa, Emma Marchetti, ben raro esempio di fortezza e di eroismo, che rimase, gravemente ferita essa pure, a vegliare le salme dei suoi cari dei quali aveva raccolto l’ultimo respiro, per un’intera giornata fino a che non venne raccolta e trasportata all’ospedale di Roffeno dove, dopo poco, essa pure decedeva con cristiana rassegnazione

VN24_20160416_Ettore Bortolotti_Ada Emma_001Ettore Bortolotti fu integerrimo nel senso più alto e più nobile. Principale esponente dell’Azione Cattolica e del Partito della Democrazia Cristiana, l’azione sua, la sua operosità furono sempre altamente ispirate alla sua Fede di credente e al più disinteressato e ben inteso civismo. Per la sua rettitudine e equanimità era sempre ricercato come pacificatore nelle più ardue contese, e alla vita pubblica dava tutta quell’attività che gli. veniva dalla sua indiscussa competenza e dai suo raro senso pratico della vita. Col suo nome, col suo amore, con la sua abilità aveva fatto della locale sede del Credito Romagnolo che dirigeva, una delle più prospere della zona, poiché era uno di quegli uomini che anziché acquistare credito dal posto occupato, vi aggiungevano prestigio e sicurezza.

A Lui e a tutti gli altri sacrificati vada il nostro compianto e la nostra prece.

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