Mataro da Vergato – Spiega “La nuova pittura”

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2016/05/29, Vergato – Si è svolto ieri 29 maggio 2016,  in Biblioteca Comunale, Galleria 1° Maggio, n° 86/A, ad entrata libera, l’incontro con Mataro da Vergato, nell’ambito della manifestazione Vergato Arte, l’artista concittadino, dopo l’incontro con parenti e amici, ha intrattenuto il pubblico su un tema didattico;

LA NUOVA PITTURA
Le mie opere sono frutto di un percorso artistico nato a New York nel 1990 che si rifà visivamente e concettualmente agli ideali dell’arte rinascimentale e utilizza come allora, nel processo creativo e realizzativo, le più moderne tecnologie.
Una mia opera è solo pensata e studiata secondo i parametri della pittura tradizionale, perché poi viene realizzata partendo da una base fotografica (molto spesso bianco e nero) e poi colorata e trasformata col computer, nell’ambizioso intento di ridare allo spettatore la stessa fascinazione estetica e artistica della pittura classica e del quadro antico.
Dunque la fotografi a è intesa come disegno di luce della realtà e il computer come moderna tavolozza dei colori.
untitledQuesto per continuare quel percorso creativo e artistico iniziato agli albori del 1400 dai pittori fiamminghi, i quali per casualità erano associati alla corporazione degli ottici.
Questi artisti, a stretto contatto con le scoperte degli ottici, cominciarono a riprodurre la realtà e la natura umana con la nascente pittura a olio (di loro invenzione), indagandole attraverso mezzi tecnici all’avanguardia per quel tempo, come le lenti e gli specchi, che sono poi la base della moderna macchina fotografica.
Così se loro con la pittura hanno imitato la realtà, io partendo dalla realtà dello scatto fotografico, manipolandolo al computer, ritorno alla pittura, chiudendo idealmente un cerchio. Il mio lavoro è però imitazione solo apparente della pittura classica, perché non ne fa parte.
Le mie immagini sono prive di materia pittorica perché fatte di numeri e pixel, e sviluppano semmai l’aspetto pittorico della fotografia tradizionale.
Anche nei temi e nei soggetti, in questi 26 anni ho cercato di raccontare la nuda e spesso cruda realtà, trasfigurandola e rendendola epica e teatrale nell’eternità del mito e del divino, mettendo insieme sacro e profano, Eros e Thanatos.
Ho cercato di fondere insieme passato e futuro senza fermarmi al puro scatto “documentativo” fotografico, così come al puro gesto “romantico” del pennello sulla tela, per dare vita a una nuova forma artistica: la pittura digitale.
Mataro da Vergato

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