Che la fontana piaccia o no, in questa fase ormai conclusiva, è ininfluente. L’opera si farà.

2017/02/09, Vergato – Che la fontana piaccia o no, in questa fase ormai conclusiva, è ininfluente.

L’opera si farà.

Del resto non si può ridurre sempre tutto ad una battaglia fra il bene ed il male, il bello ed il brutto, l’amore e l’odio. La cosa è un filino più complessa del tifo calcistico. In più sinceramente, non sento il bisogno dei due schieramenti: ontaniani ed antiontaniani .
Prendiamo spunto dall’opera stessa e da ciò che rappresenta:

inutile dire che dal punto di vista estetico, stiamo parlando di un oggetto bello, nel senso apollineo del termine una bella parvenza cui il Maestro Ontani ci ha abituato. Apollo è il Dio della luce egli stesso è il simbolo del sole. la luce del sole eccita gli organi della vista e consente al nostro spirito di vedere, tuttavia la visione è mediata dalla nostra conoscenza culturale. Non conosco molto bene Luigi Ontani (anche se quando abitava ancora a Vergato ci frequentavamo dalle parti della “baracchina”), tuttavia non mi è difficile pensare che l’ispirazione del maestro derivi dalla musa attraverso esperienze oniriche, ma non mi sfugge che il personaggio principale del complesso monumentale è di natura dionisiaca, infondo il satiro rappresenta l’ebbrezza tipica delle arti non figurative, ma la fontana è una scultura. Già questo sarebbe sufficiente a scatenare discussioni incredibili riguardo la dicotomia Apollo / Dioniso.
L’apparente perfezione delle forme rende l’opera imperfetta in quanto palese e non interpretabile dunque parliamone, ma non prendiamoci troppo sul serio. Ciò che hanno scritto Dario Mingarelli e Ferdinando Petri è frutto del pensiero di uomini di cultura, i loro interventi sono dettati da considerazioni logiche. Mi appello allo spirito carnevalesco dei vergatesi cui Dioniso non è estraneo. io sposterei la discussione non tanto sull’ubicazione, ma sull’orientamento del satiro giacché comunque lo si giri può capitare che le terga o l’anteriore siano rivolti verso chi non lo merita. Di fronte alla sede del Credito Cooperativo, mettiamo le natiche o il pisello?  Se quest’ultimo è a favore di popolo acquista un significato non troppo edificante per noi cittadini. Lo stesso ragionamento sarebbe valido se la statua fosse posta davanti al palazzo comunale. E che dire se fosse il lato B orientato verso il popolo. Tutto questo non prescinde dalla considerazione che il satiro ha le sembianze del maestro, dunque che l’artista prenda posizione e per favore che nessuno abbia a che dire sulle fattezze degli attributi, ma solo ed esclusivamente sul loro “utilizzo” nella consapevolezza che a qualcuno piacerà più una caratteristica dell’altra. la diversità che accomuna gli individui (anche se vergatesi) ahimè non ci consente una serena discussione, ma la condizione nella quale si trovano i genitali del satiro è contraria a quella dell’impotenza, se ai simboli del potere economico e politico aggiungiamo ulteriore potenza che ne sarà di noi poveri servitori (portatori d’acqua) ci obbligheranno anche a riempire la vasca della fontana, ma attenzione: vi consiglio di camminate rasente ai muri.

Patrizio Puccetti

Foto; Graziano Pederzani

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