Vergato 1911 – La relazione del Dott. Cav. Egisto Recchi sulla sanità

Propr. Ferri Alfonso Immagine invertita

2017/03/28, Vergato – La seconda parte, dedicata alla situazione sanitaria, del documento di Alfredo Marchi;

RELAZIONE al ricostituito consiglio comunale di Vergato LETTA IN SEDUTA 29 NOVEMBRE 1911 DAL COMMISSARIO STRAORDINARIO Dott. Cav. EGISTO RECCHI CONSIGLIERE DI PREFETTURA.

Misura preventiva contro il colera.

I provvedimenti che maggiormente si imponevano, ed erano urgenti per la minaccia di un’epidemia colerica, si possono raggruppare in due categorie: la prima riguardante l’igiene generale del Comune; la seconda le speciali misure, preventive contro il colera.
Riguardo all’igiene, la cessata amministrazione, fin dal settembre 1910, con opportuno manifesto, aveva ordinato precise norme, a tutela della sanità pubblica, specialmente nei riguardi della nettezza delle abitazioni, prescrivendo la costruzione di latrine, l’allontanamento dei letamai, la copertura del canale, ecc, ecc.
Ma pur troppo, tale ordinanza non ebbe in gran parte esecuzione.
Perciò con altro avviso richiamai l’osservanza delle prescrizioni già emanate, e nel medesimo tempo, assunsi in servizio provvisorio un apposito agente nella persona della guardia municipale sig. Cibi Luigi, messa gentilmente a mia disposizione dal comune di Bologna.
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Mercè l’opera indefessa di questi e l’efficace coadiuvazione dell’Ufficiale Sanitario dott. Cingolati, si è ottenuto un notevole miglioramento nelle condizioni igieniche, tanto del Capoluogo che delle frazioni, miglioramento che mi auguro possa proseguire anche dopo che la vigilanza è venuta a mancare per la partenza del Cilli.
Riguardo alle misure ritenute più idonee per proteggere la popolazione contro un’eventuale epidemia colerica, il Prefetto della Provincia fin dal 23 febbraio, aveva impartito precise istruzioni all’amministrazione comunale.
Innanzi tutto era necessario di provvedere ai locali di isolamento per i colpiti dalle malattie infettive, e di osservazione per le persone sospette.
La cessata amministrazione aveva pensato di destinare, come locale di isolamento, il fabbricato del nuovo Ospedale.
Però questo locale mancava dei requisiti voluti, e per di più, vi erano altre difficoltà da superare trattandosi di un fabbricato costruito e ancora in possesso di un benemerito Comitato cittadino.
Abbandonai perciò questa idea, e stante l’impossibilità di trovare nel paese altri locali idonei venni nella determinazione di acquistare una tenda ospedale (tipo Croce Rossa) come locale di isolamento e di adibire come semplice casa di osservazione il fabbricato dell’Ospedale.
In tal senso aprir delle trattative coi rappresentanti del Comitato, i quali non ebbero difficoltà di prestare il loro consenso. Provveduto ai locali, bisognava pensare per l’arredamento e funzionamento.
La cessata Giunta Municipale colla deliberazione 23 marzo, aveva stabilito l’acquisto di letti e biancheria, di due tini per la disinfezione, e di una barella, e la pubblicazione di un manifesto al pubblico per invitare i cittadini a insciversi come infermieri, disinfettatori ecc.
Ma per le vicende dell’amministrazione, allorché assunsi l/uffìcio, trovai che non si era dato corso che all’acquisto di letti e biancheria.
Conscio della responsabilità, che specie in quei momenti
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ricadeva sull’Autorità Municipale in materia di pubblica sanità, mi affrettai a completare i provvedimenti della Giunta, disponendo per l’acquisto immediato di due barelle, di due pompe di disinfezione e di altri oggetti indispensabili in caso di epidemia.
E poco fiducioso sull’effetto del manifesto, mi rivolsi al sig. Arnaldo Corazza, Presidente della, locale Società Operaia, per avere all’occorrenza un personale provetto e coraggioso da scegliersi indistintamente tra i soci e gli altri cittadini.
E il sig. Corazza, dopo poco tempo mi presentò una lista di persone che volontariamente si offrivano e si obbligavano nel malaugurato caso di un’epidemia colerica di prestare l’opera propria come infermieri, per il trasporto di malati e per le disinfezioni.
A questo personale l’Ufficiale Sanitario dott. Cingolani, colla competenza che tutti gli riconoscono, impartì un corso di lezioni teorico-pratiche.
Quest’offerta così generosa, onora il vostro paese, e da mia parte ringrazio di nuovo, come già feci all’inizio delle lezioni, tutti questi bravi, cittadini che si tenevano pronti ad affrontare fatiche e pericoli per il bene della umanità.
Per l’acquisto della tenda e degli altri oggetti, che fortunatamente non sono stati adoperati, per l’inaffìamento delle vie e per l’assegno all’agente Cilli, si è incontrata una spesa complessiva di lire 2545,85, di cui lire 1645,85 sono state già pagate, e lire 900 si dovranno pagare nel 1912.
Servizio Sanitario.
Il Comune di Vergato agli effetti dell’assitenza sanitaria, è diviso in due condotte a cura piena i cui titolari risiedono a Vergato e Cereglio.
All’atto della pubblicazione della legge 25 febbraio 1904, e del regolamento 19 luglio 1906, i diritti e doveri del medico della prima condotta, erano regolati dal capitolato reso esecutorio col visto sottoprefettizio 22 febbraio 1896,
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e quello della seconda condotta dal capitolato approvato dalla Giunta Provinciale Amministrativa nella seduta del primo agosto 1906.
In base a questi capitolati, alla prima condotta era assegnato lo stipendio di lire 2000, oltre lire 600 per indennità di cavalcatura, e alla seconda condotta rispettivamente lire 1500, e lire 500.
In esecuzione all’articolo 10 della surriferita legge, il Comune si accinse alla revisione dei capitolati e ne compilò uno solo per le due condotte, che previo parere del consulente legale del Comune, comm. Nadalini, e degli interessati, fu discusso ed approvato dal Consiglio nelle sedute del 31 ottobre e 10 novembre 1907.
Nel nuovo capitolato furono introdotte tutte le disposizioni che si ritennero necessarie per metterlo in armonia colle nuove norme legislative, e mentre si mantenne fermo
10 stipendio della prima condotta, venne elevato quello della seconda a lire 2400.
Il nuovo capitolato fu accettato dal medico di Cereglio e non da quello di Vergato, il quale anzi si rivolse all’autorità tutoria chiedendo che il suo.stipendio fosse aumentato d’ ufficio.
Questa, nella seduta del 19 febbraio 1908, prese in esame il nuovo schema di capitolato e lo rinviò al Comune perchè fosse modificato in conformità delle osservazioni contenute nell’ordinanza di rinvio, e nel medesimo tempo comunicò per le deduzioni del Consiglio, la domanda di aumento di stipendio
Ma il Consiglio, colle deliberazioni 7 e 23 agosto detto anno, su proposta della Giunta, avvalorata dal parere del consulente comm. Nadalini, introduceva nel capitolato alcune delle modificazioni suggerite dalla Giunta Amministrativa e nel medesimo tempo dava parere contrario all’accoglimento della domanda di aumento.
Contro il capitolato, così parzialmente modificato, ricorse il medico di Vergato dott. Cingolani, ed il ricorso sottoposto al Consiglio, ebbe un nuovo parere contrario.
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Completata così la pratica, la Giunta Provinciale Amministrativa nella seduta del 19 aprile 1909, approvò definitivamente il nuovo capitolato, e respinse in vista dei motivi adotti dal Consiglio; la domanda di aumento di stipendio.
Non si acquietò a questa decisione il dott. Gingolani, il quale sporse nuovo reclamo al governo del Re.
Su tale reclamo, fornì il Consiglio Comunale le sue deduzioni colla deliberazione consigliare del 12 gennaio 1910.
In questa occasione vennero modificati alcuni articoli del capitolato nella parte concernente il congedo ed il servizio sanitario del carcere mandamentale.
Queste modificazioni furono approvate dalla Giunta Provinciale Amministrativa nella seduta del 9 febbraio 1910.
Se non che, col R. Decreto 7 settembre 1910, in parziale accoglimento del ricorso del dott. Gingolani, furono annullate le decisioni della Giunta Amministrativa 14 agosto 1909, e 9 febbraio 1910, unitamente al nuovo capitolato.
La parte annullata si riduceva, in verità, a ben poca cosa, in quanto che si limitava ad ordinare* che fossero osservate le formalità prescritte dall’art. 34 della legge sanitaria anche per i licenziamenti dipendenti da inabilità fisica, e che fossero eliminati gli articoli 21, 22, 23, che riguardavano i provvedimenti disciplinari contro i sanitari, trattandosi di materia ex contrattuale che doveva essere inserita in sede adatta.
La cessata amministrazione pertanto, avrebbe potuto ripresentare il capitolato così modificato, colla certezza di ottenerne la definitiva approvazione.
Però nel lodevole intendimento di porre termine ad una quistione, che si agitava da tant’anni, stabilì di addivenire alla compilazione ex novo di uno schema di capitolato, d’accordo col dott. Cingolani e con l’Associazione nazionale pei medici condotti (sezione di Bologna).
Intanto venivano diffidate le condotte sanitarie, ed il Comune dal primo gennaio era costretto di corrispondere all’interino di Cereglio l’indennità giornaliera di lire 20, oltre a lire 50 mensili per la cavalcatura.
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Allorché assunsi l’ufficio, le iniziale trattative avevano sortito un esito felice, poiché trovai già compilato e quasi concordato un nuovo schema di capitolato.
Perciò l’opera mia si è limitata soltanto a parificare lo stipendio della condotta di Cereglio a quella del Capoluogo, e ad apportare alcune modificazioni di tenue importanza.
Dopo ciò, ottenuta la revoca della diffida e l’accettazione del capitolato da parte del dott. Cingolani, con determinazione del 28 giugno 1911 approvai il capitolato stesso.
Il mio provvedimento è stato sanzionato dalla Giunta Amministrativa, ed ora attende la vostra ratifica.
Ho avuto sempre di mira di non adottare decisioni che impegnino l’azione delle future amministrazioni, ma nel caso presente, una eccezione s’imponeva, e ritengo che sarebbe stato errore imperdonabile rimandare la soluzione di questo conflitto, che da anni incombeva sul Comune, e ne assorbiva quasi tutta la sua attività, come avrete rilevato dall’esposizione da me fatta, delle varie vicende, a cui è andato incontro il capitolato.
Sono perciò sicuro che voi darete l’approvazione al mio provvedimento.
Così spero sarà chiusa definitivamente questa vertenza, con evidente vantaggio, tanto del servizio sanitario, che dell’amministrazione, comunale, del servizio sanitario, perchè il medico libero da ogni altra preoccupazione, potrà e dovrà dedicare l’intera opera sua al disimpegno delle sue mansioni; dell’amministrazione comunale che avrà a sua disposizione maggior tempo da impiegare in lavori proficui.
Condotta Sanitaria di Cereglio.
Approvato il capitolato, fu mia cura di pubblicare immediatamente l’avviso di concorso al posto di medico della condotta di Cereglio, resasi vacante per la rinunzia del titolare dott. Finzi, ed affidato come sopra ho esposto, ad un interino ad alta tariffa.
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Presero parte al concorso i signori dott. Arturo Rossini, Ione Illuminati e Domenico Marzocchi.
In base alla graduatoria formulata dall’apposita commissione, con determinazione del primo ottobre, conferii la nomina al primo graduato sig. dott. Rossini, e nel caso di rinuncia di questi al secondo e al terzo graduato.
Il dott. Rossini dichiarò di accettare e fino dal 28 ottobre presta un servizio come medico stabile in Cereglio con soddisfazione di quella popolazione.
Somministrazione di medicinali ai poveri.
Approvato il capitolato e provveduto alla condotta di Cereglio, completai la sistemazione del servizio sanitario, colla compilazione ed approvazione dell’elenco dei poveri da ammettersi alla somministrazione gratuita dei medicinali, colla distribuzione delle tessere agli iscritti e del modulo di ricetta ai medici.
Deliberai in ultimo di affidare la fornitura dei medicinali stessi al farmacista locale in base ad una tariffa che ebbe già a riportare l’approvazione del Consiglio Provinciale di Sanità.
Servizio ostetrico.
Deficiente è il servizio ostetrico, disimpegnato da una sola levatrice residente a Vergato, e da levatrici tollerate nella frazione di Cereglio e To!è.
Di ciò era anche persuasa la cessata amministrazione, la quale nella relazione che accompagnava il progetto di bilancio 1911, tra i nuovi oneri per il 1912, comprendeva anche quello per la istituzione di una seconda condotta ostetrica.
Avendo anche da mia parte ritenuto più che necessaria questa riforma, con determinazione del 12 ottobre u. s. approvai l’istituzione di un secondo posto di levatrice unitamente al relativo capitolato, da servire anche per la levatrice presentemente in servizio.
Tenni, nella ripartizione del territorio da assegnarsi a ciascuna condotta, il medesimo criterio che fu seguito per le condotte sanitarie, e conseguentemente stabilii a Cereglio la residenza della nuova levatrice.
Il servizio ostetrico a differenza di quello sanitario, è gratuito soltanto per gli iscritti nell’elenco dei poveri, mi parve quindi adeguato uno stipendio iniziale di lire 600, aumentabile di un decimo per due sessenni.
Questo capitolato trovasi ora presso la Prefettura per la prescritta approvazione, spetterà poi a voi di ratificare o meno il mio provvedimento.
Servizio Zooiatrico.
La legge 26 giugno 1902 impose l’obbligo ai Comuni aventi le condizioni indicate nell’art. 20, di stipendiare sia isolatamente che riuniti in consorzio con altri Comuni vicini, apposito Veterinario.
Il Comune di Vergato cbe aveva già alle sue dipendenze un proprio Veterinario, ritenne conveniente di iniziare delle trattative con i Comuni finitimi di Castel d’Aiano e Grizzana, allo scopo di istituire il consorzio, il che avrebbe permesso di migliorare le condizioni economiche del Veterinario, ponendolo così in grado di adempiere meglio al suo ufficio.
Le trattative ebbero principio nel 1903, e furono molto laboriose, prima si ebbe l’adesione del solo Comune di Castel d’Aiano, mentre quello di Grizzana non si indusse a far parte del consorzio che nel novembre 1908.
Fu possibile soltanto allora concretare le basi per la costituzione del consorzio, che approvate dai rispettivi Consigli Comunali, ottennero la sanzione della Giunta Amministrativa nella seduta del 19 maggio 1909.
Allorché assunsi l’ufficio dovevano ancora, le amministrazioni interessate, procedere alia nomina dei propri rappresentanti nel Consiglio d’Amministrazione del consorzio, il quale alla sua volta doveva confermare per fatto
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espresso nella carica di Veterinario consorziale t’attuale Veterinario Comunale di Vergato.
Nell’intento di sistemare questa vertenza, mi adoprai per ottenere tale nomina; avendo però il Consiglio Comunale di Castel d’Aiano deliberato al riguardo soltanto verso la fine del mese di ottobre, quando cioè erano per cessare i miei poteri, mi è mancato il tempo necessario per nominare i delegati di Vergato, e convocare poscia il Consiglio di amministrazione.
Sarà quindi vostro compito ultimare le pratiche per regolarizzare il funzionamento del Consorzio Veterinario.

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