Paolo Rossi – Vergato da collezionare… “Accampato lungo il torrente Vergatello”

2019/06/19, Vergato – Osterie piene di avventori, stazione con gente che scende e che sale, rumori di passi e comandi urlati la nella piazza d’armi, ma non solo…amori, passioni, lacrime di fanciulle abbandonate, promesse forse mai mantenute, rumori di armi e il pensiero sempre a casa. Lo abbiamo provato noi negli anni settanta con la leva obbligatoria. Feltre, Brunico, Sappada, Tai di Cadore, Mondovì e altri migliaia di posti sparsi dalla Sicilia al Brennero come si usava dire. Ma Paolo Rossi fa rivivere quelle emozioni qui a Vergato molto, molto tempo prima dei nostri anni settanta non sulle rive del Piave ma…

Paolo Rossi – Vergato da collezionare…  “Accampato lungo il torrente Vergatello”

Le cartoline di Vergato che illustrano i vasti accampamenti militari situati a ridosso  del paese, o i soldati che nei primi decenni del 1900 animavano le strade e le piazze del capoluogo, continuano ad incuriosire.

In questo articolo, vorrei  riportarvi  la testimonianza di un allievo ufficiale accampato nel 1918 lungo gli argini del torrente Vergatello.

Una selezione di frasi scritte ai propri cari da un certo Giuseppe, fanno emergere una quotidianità militare vergatese dai toni schietti ed emotivi.

Tracce di Vergato che vorrei trovare in ognuno di quei cartoncini carichi di memoria che mi capitano tra le mani e sui quali, a mio avviso,  l’inchiostro documenta più di qualsiasi immagine.

Vergato  5.7.18

Mia Paolina cara, sono le quattro pomeridiane, ed abbiamo lasciato da poco l’ardenza della tenda sotto la quale dormivamo un paio d’ore, dopo al rancio, ogni giorno. Siamo venuti su per il Vergatello, un torrente che confluisce col Reno presso Vergato, e qui, accanto ai ruderi di una vecchia fornace nascosta nella fioritura di un’edera rampicante bellissima, profittando di un po’ d’ombra,  ci troviamo tutti raccolti per le cosiddette lezioni (Regolamenti disciplina – arte militare – servizio intorno delle varie armi) Io mi sono… imboscato con pochi altri è così poca per non dire nulla l’efficienza di queste lezioni che non si apprende nulla di nuovo….

… Sono stanco di mangiare nella gavetta tutto insieme: e soprattutto perché non vi è la comodità di sedere e bisogna accontentarsi di rimanere accoccolati dentro la tenda oppure in piedi.  Nell’accampamento vi sono le latrine: ma in un’altura alta in un cucuzzolo ai piedi del quale noi siamo attendati: ed è difficoltà enorme arrivare lassù perché molti preferiscono a volte… non andarci e allora, se vengono colti, le consegne fioccano.

Ogni tanto uno squillo di tromba: sono i segnali per i vari servizi a cui siamo chiamati. Stamane dovevo rimanere per una corvèe: ma mi son fatto sostituire da altro. Mi facevano male i piedi.

Si contano i giorni che mancano per tornare a casa…

Sempre tuo Giuseppe

Paolo Rossi

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