Luciano Marchi – Newsletter del 02/10/2013 Per ripartire ancora

 

NEWSLETTER DEL 02/10/2013
PER RIPARTIRE, ANCORA …

Mi hanno chiamato a RAI 3, in televisione.
Ne sono stato felice, anche perché tutto verteva sul libro “l’Anno che Verrà”, presentato a Novembre.
Alla domanda sul senso del titolo, ho ripetuto come dovesse essere inteso alla stregua di un augurio, per questo 2013 in corso.Non so se i miei auspici sono andati a buon fine, almeno per tutti coloro ai quali li ho dedicati; certo è che siamo ancora a un giro di boa, con tante speranze all’orizzonte, e mille cose da fare: per essere migliori, ancora di più.Riflettendoci bene, mi sono accorto come sia un destino del fotografo quello di ripartire sempre e comunque; del resto la disciplina (quella dello scatto) non consente approdi, né soste: la ricerca deve essere costante e continua.
Se si arriva (e può capitare), occorre rimettersi in marcia; e farlo in fretta.La conferma è arrivata dai tanti colleghi che sono arrivati a Porretta Terme, per i vari progetti insieme.
C’erano ritrattisti (Fulvia Farassino, Davide Cerati), fotografi di musica (Pino Ninfa), pubblicitari (Beppe Buttinoni), narratori (Gianni Berengo Gardin); ognuno di loro abituato a ripartire all’improvviso, senza valutare il raccolto (c’erano anche Roberto Rocchi, Walter Zerla, Julia Khran).
Con tutti, ma anche con altri, abbiamo convenuto come un fotografo non debba aspettarsi applausi, né conferme: occorre motivazione personale, nient’altro; per essere inattaccabili, nella forma e nel linguaggio.E noi?
Ripartiremo, come sempre; forse con maggiore entusiasmo.
Se Fulvia, Davide, Pino, Beppe e Gianni hanno voluto lavorare qui, vuol dire che un piccolo approdo c’è stato: senza applausi o illusioni.
Andare avanti è un dovere: per se stessi e gli altri; ma anche per quella fotografia che detterà il tempo alle nostre emozioni.

 

Dove indirizzarsi, comunque? Quale strada scegliere?
Anche qui le risposte sono tante: c’è un ambito tecnico (se non addirittura tecnologico), ci sono gli strumenti (oggi più che mai da aggiornare spesso), esiste uno spazio software (l’ha portato il digitale); ma ancor più importanti risultano essere i temi legati al linguaggio, alla costruzione dell’immagine, al racconto.
Nove miliardi di foto depositate in un giorno (tante sono quelle che Facebook digerisce al mondo nelle ventiquattro ore) non possono non influenzare la stessa cultura fotografica “globale”.
Occorre quindi capire, a fondo; perché la fotografia non è più solo frammento di tempo, ma pure idea, concetto, sogno, aspirazione: nel pensiero di molti.

Stiamo lavorando su tutti i fronti: senza sosta; questo è il punto.
I motivi sono quelli che abbiamo elencato, ma anche altri.
La fotografia, per come la concepiamo, è anche responsabilità; e li occorre mettersi la mano sul cuore.

Luciano Marchi

Guarda il video dell’intervista su Rai Tre Emilia Romagna  cliccando qui

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