Padre Antonio Feltracco – E’ questo il mio saluto…

VN24_Caffarra-padre-Antonio.2014/10/09, Vergato – Dopo l’annuncio della partenza per altri incarichi di Padre Antonio Feltracco, ora, siamo alle battute finali. Sabato 11 ottobre alle 18.00, in Chiesa a Vergato, santa Messa e subito dopo il saluto in Sala Papa Giovanni XXIII. Pubblichiamo la lettera di saluto inserita anche nel bollettino parrocchiale di questo mese:

Vi saluto in Cristo Gesù.

Salvaro, Romania, Pioppe e poi Calvenzano…questi i miei primi 14 anni del terzo millennio.
E negli ultimi nove mi avete sopportato anche voi.
Sono grato al Signore e ai Padri Oblati per questo tempo che ho passato sul vostro bell’Appennino, franoso ma bello! Tempo prezioso per il mio cammino umano e spirituale, tempo che ha lasciato una traccia profonda nella mia vita.
Con voi sono stato uno di voi, non ho nascosto le mie emozioni (anche perché non ne sono capace) gli alti e i bassi, la gioia, la tristezza e le arrabbiature. Forse troppo normale non certo formale!
Con voi e con il vostro aiuto ho cercato di capire la vita e di tirar fuori ciò che di meglio ci può offrire. Tutto questo con una certezza assoluta, con una bussola sicura, con una meta chiara che è già strada: Gesù Cristo.
Non ho ancora capito se sono capace di voler bene sul serio e non ho ancora chiaro se amo più me stesso o il prossimo, ma di una cosa sono sicuro: dell’amore di Dio.
Amore che cerco, trovo e mi trova più sono “prodigo”.
Ognuno di voi ha l’assoluto diritto di ricordarmi e pensarmi come meglio crede. Io sarei contento di essere ricordato come quello che sono cioè un disastro che alla sera è molto veloce nel riconoscersi tale ma ancora più svelto nel dire: Gesù!
Passa la scena di questo mondo, passano i nostri sogni e le nostre realizzazioni e i nostri peccati
saranno bruciati come paglia: solo Gesù Cristo resta!
E’ questo il mio saluto, il mio grazie e il mio augurio: Gesù Cristo. Ripetiamolo spesso questo NOME e la nostra spina dorsale si raddrizzerà, nel buio una piccolissima luce si accenderà, nello sconforto e nell’apatia una speranza, nella disperazione una possibilità. Diciamolo spesso questo NOME finché pronunciandolo crea più sensazioni, emozioni e motivazioni di qualsiasi altro nome.
Pronunciandolo noi intuiamo che la fede (fune) è una corda che Lui ha legato a noi e che noi abbiamo accettato con i Sacramenti, corda che sempre più ci stringe fino a farci una cosa sola con Lui.
Ed è proprio in Gesù Cristo il mio saluto e il mio abbraccio, la certezza della vostra misericordia e della comune speranza e letizia. Ciao a tutti!!!
Padre Antonio Feitracco, O.M.I.

 

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