Rita Ciampichetti – La “Ragioneria” di Via Cavour

2019/12/31, Vergato – Un noto giornalista delle nostre terre, ormai anziano, in una delle sue ultime interviste in Tv disse; …quando si arriva alla mia età è meglio avere dei ricordi che dei rimpianti…

In questi racconti troviamo sempre dei bei ricordi… grazie Rita!

Compagni di classe – Patrizia Patrizi
Rita Ciampichetti  La “Ragioneria” di Via Cavour

Nell’ormai lontano 1971 superai con onore l’esame di terza media e nella mia famiglia quell’estate si prese la decisione in merito a quale scuola superiore avrei frequentato.
Una decisione direi quasi “a senso unico”, allora il parere dei genitori era determinante. D’altra parte a quei tempi non esistevano i percorsi di orientamento, gli open day, che ci sono oggi e grazie ai quali, al fine di consentire una scelta consapevole, i ragazzi ancora frequentanti la terza media vengono invitati nei vari Istituti Superiori dove sono loro illustrati i diversi indirizzi di studio e i relativi programmi scolastici. A quei tempi la scelta dell’Istituto Superiore dove avresti trascorso i successivi cinque anni della tua vita studentesca poteva essere influenzata dalle esperienze raccontate dai ragazzi conoscenti più grandi, dalla decisione presa dall’amica del cuore che non si voleva abbandonare o, nel mio caso, dalla famiglia.
Ho sempre avuto una sincera antipatia per la matematica e per i numeri in genere, mentre in italiano andavo benissimo ed infatti il mio sogno nel cassetto era quello di frequentare il liceo classico, successivamente iscrivermi all’Università Facoltà di Lettere per potere poi insegnare.
Però non ci fu nulla da fare, opponendo mille motivazioni, alcune delle quali poi rivelatesi provvidenziali, i miei genitori mi “convinsero” ad iscrivermi a Ragioneria.
“Ma pensa che puoi dormire un’ora in più invece di prendere il treno per andare a Bologna o a Porretta Terme”
“Meglio prendere un diploma subito….. e se dopo non riesci ad andare all’Università??? Rimani con un pugno di mosche in mano”
“Guarda quante tue compagne di classe hanno scelto di andare a Ragioneria….”
Insomma tanto fecero e tanto dissero che alla fine, a malincuore, dissi di sì.
“Ragioneria”, come veniva chiamata allora, era una succursale dell’Istituto Luigi Tanari di Bologna, a solo indirizzo amministrativo, dipendeva dall’Istituto principale in tutto, tant’è vero che gli esami di maturità nei primi anni si svolgevano a Bologna come pure i Consigli di Istituto. Ricordo molto vagamente, qualcuno più informato potrà correggermi, che ci fu una coalizione politico-clericale (Antonio Comani e Monsignor Pasi??) che si battè anima e corpo per raggiungere l’obiettivo di avere una scuola superiore a Vergato, fulgido esempio di quando il bene del Paese fa superare stupidi trinceramenti ideologici.
La sede fu individuata nell’ex Caserma dei Carabinieri di Via Cavour, ora non più esistente soppiantata dal palazzo dove hanno i negozi Mary Equipe Parrucchieri Unisex e Arte Estetica.
Lo rivedo quel vecchio stabile, ristrutturato come si poteva fare allora, lo percorro ancora con il video della memoria. Si entrava dal portone, un atrio piccolissimo, sulla sinistra si apriva un’ala con una anticamera dove era posizionata la scrivania dei bidelli: la mai dimenticata Bruna e Luciano Benini che potete intravedere nella fotografia, che ha condiviso in rete la mia amica ed ex collega Patrizia Patrizi, della sua classe nell’Anno Scolastico ’75-‘76. Si girava poi per uno stretto corridoio dove si aprivano diverse porte che davano accesso alla sala insegnanti, alla Segreteria padroneggiata dalle splendide Tina Zaccanti e Loretta Verardi e alla Presidenza, in fondo c’era la palestra più grande, con il pavimento in linoleum nero che veniva utilizzata anche come sala riunione per le Assemblee studentesche. In questa ala c’era anche l’accesso al cortile esterno. Nell’ala di destra c’era un’altra saletta ed una palestra più piccola. Davanti al piccolo atrio una scala abbastanza stretta faceva accedere ai tre piani superiori dove si trovavano le diverse aule. In ogni piano c’erano i bagni. Con la normativa di sicurezza oggi in vigore la scuola sarebbe stata chiusa dopo cinque minuti dall’inaugurazione, allora andava benissimo così.
L’emozione che provai all’inizio dell’anno scolastico 1971-1972 nel varcare quella soglia assieme alla mia compagna delle elementari e delle medie Miriam Barbieri, fu grandissima.
Abbandonato il grembiule nero, indossate le prime collant velate mi sentivo già grande anche se paurosamente intimidita dagli sguardi di ironica valutazione dei ragazzi di quinta che agli occhi di noi ragazzine neo adolescenti sembravano già così uomini. Quell’anno le iscrizioni avevano fatto boom e comunque avevano optato per fare una sola prima composta da ben 36 elementi. Quanti eravamo!!! Tutta la vallata del Reno era rappresentata e non solo…. Rivedo i volti dei miei compagni… provo a ricordare alcuni nomi.
Da Pavana: Tiziana Borri e Roberta Savigni; da Porretta Terme: Dario Meneganti, Luciano Bernardi (Pompelmo), Marisa Bernardi, Daniele Parenti, Franca Bacchetti; da Vergato: Miriam Barbieri, Paola Palmieri, Verena Vassoi, Valeria Nicoletti, Liliana Busatta, Ugo Sabattini, Letizia Maria Rosaria, De Cesare Elisabetta, Roberto Palmieri, Milena Poli, Morena Ventura; da Cereglio: Fosca Lolli, Cinzia Righi, Sergio Righi (Gicolo); da Zocca: Loris Righi; da Castel d’Aiano: Simonetta Costantini, Maurizia Benassi, Massimo, Natale Vitali; da Grizzana: Antonella Antonelli; da Pioppe: Lorena Puggioli; da Marzabotto: Cacciari Giovanni, Moreno Vecchi, Daniela Colombarini …..chiedo venia ai dimenticati che leggeranno.
Quanto ci siamo divertiti!!!! In così tanti, con la spensieratezza di quegli anni erano infinite le occasioni per ridere a crepapelle, la fantasia era tanta, non certo distratta da chat e social, cellulari e computer non esistevano ancora. In fondo all’aula c’era uno sgabuzzino che veniva utilizzato per gli scherzi più disparati.
Ricordo ancora che io avevo una gonna di stoffa finto camoscio tutta abbottonata davanti con degli automatici. Il divertimento più grande di certi “maschiacci”, quando nell’intervallo passavo per il corridoio gremito di studenti, era quello di tirarla da un lato, tutti gli automatici si aprivano in un sol colpo ed io arrabbiatissima rimanevo in mutande. Ho avuto del bello e del buono a convincere mia madre che quella gonna non la volevo più indossare.
Naturalmente in quegli anni, ma forse anche ora da quello che vedo, la prima cosa che facevi per darti un certo contegno da adulta era quello di iniziare a fumare: un maledetto vizio preso proprio in prima superiore ed abbandonato giusto giusto il 31 Agosto del 2108.
Il bello è che allora si fumava tranquillamente anche in classe durante la lezione che si svolgeva in una nebbia stile Val Padana in inverno ed i professori non dicevano nulla. I miei professori!!! l’Albertazzi, severissima di Tecnica, la saporifera Bernardi, altrimenti detta “Camomilla” di Italiano, Bernagozzi con i capelli tinti di nero ed i pantaloni attillatissimi di Ragioneria, la bellissima Filippini, con una gamba di legno celata molto bene, di Inglese, il professor Brighenti , cieco ma dotato di poteri extrasensoriali, di Francese, Panciroli, di nome e di fatto, di Diritto, Mauro Moruzzi, allora laureato da poco di Matematica e Fisica, l’Albertini , dal viso di porcellana, di Chimica e Merceologia, ricordo vagamente quella di Geografia Economica, di Dattilografia e di Stenografia mi viene in mente solo il viso ed il relativo soprannome Struzzik e poi Casaroli che diventò Preside l’ultimo anno: non tanto alto, nervosissimo, buffissimo… una specie di Louis de Funès.
Chissà se ancora oggi si studia la stenografia metodo Gabelsberger Noe e dattilografia? Ricordo l’aula di dattilo con delle macchine da scrivere Olivetti elettroniche e gli infiniti esercizi per imparare a battere con dieci dita senza guardare la tastiera. Non ero molto brava.. alla mia prima esercitazione in classe ho preso 2, poi mio padre per esercitarmi a casa mi comprò una Olivetti Lettera 32 e sono migliorata.
Con la matematica sono sempre stata in disaccordo e per non smentire il primo amore sono stata l’unica della classe a portare Italiano come prima materia orale all’esame di maturità.
Cosa succedeva durante l’intervallo negli stretti corridoi dell’Istituto? L’assalto urlante di decine di studenti che uscivano dalle aule, scendevano a rotta di collo le varie scale per andare da un piano all’altro, magari per vedere se riuscivi a vedere quel ragazzo di quinta che ti aveva rubato il cuore, penso che la confusione della Ragioneria durante l’intervallo si sentisse anche dalla Piazza. Davanti alla scuola in quegli anni aveva aperto la rosticceria della Signora Maria Bisonti, la mamma della Giusy, di Mario e della Gabriella. Circa all’ora dell’intervallo sfornava la sua favolosa pizza al taglio pomodoro e mozzarella e su ordinativo i bidelli ce l’andavano a prendere, come anche la crescenta condita e le streghe del mai dimenticato Forno Marchi.
Quando suonava la campanella per la ripresa delle lezioni poi ci pensava la Bruna con la scopa a farci rientrare tutti in classe…. la Bruna…. penso sia stato il personaggio mai scordato da generazioni di studenti della Ragioneria di Via Cavour…complice, confidente, partecipe alla vita di Istituto sia in eventi felici che in circostanze tristi, sempre allegra e con la battuta pronta.
I primi anni di scuola superiore hanno inoltre rappresentato, per alcuni di noi, il primo approccio attivo alla politica per cercare di comprendere le problematiche del Paese, non dimentichiamo che gli anni 70 furono un periodo molto difficile per l’Italia ed in molte occasioni dagli studenti dell’ultimo anno venivano organizzate Assemblee studentesche su tematiche di rilievo.
Anche le mie figlie hanno frequentato Ragioneria in via Cavour, con l’autonomia diventato Istituto di Istruzione Superiore Luigi Fantini ed avendole avute molto presto, hanno avuto la mia stessa insegnante di Chimica, la professoressa Albertini Galeotti. Quando Francesca le disse “Lei ha insegnato anche alla mia mamma” , l’insegnante molto afflitta andò in Segreteria dalla Tina dicendo: “Quando incontri un allievo che ti dice che hai insegnato anche al suo genitore è ora che tu ti decida ad andare in pensione!!”.
Ora l’Istituto Fantini, nella sua nuova sede ampia e confortevole fuori dal centro del paese, è dotato di moderni laboratori e di attrezzature didattiche all’avanguardia e consente ai ragazzi del nostro territorio di scegliere tra diversi indirizzi di studio che spaziano dall’istruzione liceale a quella tecnica e professionale. Offre strumenti, infrastrutture e metodi di studio non certo paragonabili e quelle presenti allora nella vecchia Ragioneria di Via Cavour, ma comunque posso affermare con assoluta certezza che dalla porta di quel vecchio stabile sono usciti uomini e donne capaci, ben formati professionalmente che si sono realizzati con soddisfazione in ambito lavorativo e che ricordano, ormai pensionati, ancora con nostalgia gli anni più belli della loro giovinezza lì trascorsi.

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