Marco Aldrovandi – La vicenda della discarica di Cà dei Ladri continua a sollevare interrogativi

2026/10/17, Castel di Casio – La discarica di Cà dei Ladri continua a far parlare di sé.

Qui sotto il comunicato redatto dal comitato “Un altro Appennino è possibile”, relativo alla situazione che si è creata presso la discarica di Cà dei Ladri.

La vicenda della discarica di Cà dei Ladri continua a sollevare interrogativi che meritano risposte chiare.

Il progetto “6° Settore – progetto di gestione dei rifiuti stabili non reattivi”, presentato da HERAmbiente S.p.A. alla Regione il 14 settembre, prevede una modifica delle tipologie di rifiuti destinati alle vasche V15, V16 e V17, con l’introduzione di 110 nuove tipologie di rifiuti, tra cui 10 classificabili come pericolosi.

Si tratta di rifiuti che, a seguito di specifici trattamenti, presentano caratteristiche di stabilità e non reattività tali da consentirne, il conferimento in una discarica per rifiuti non pericolosi.
È vero che restano invariati la superficie e il volume complessivo autorizzati, ma questo non significa che la modifica sia irrilevante: cambia infatti la tipologia dei rifiuti che potranno essere conferiti, ed è proprio questo l’aspetto che merita particolare attenzione.


Su questi temi il consigliere Marco Aldrovandi, del gruppo consiliare “Unica Prospettiva Civica” del Comune di Castel di Casio, ha presentato specifiche interrogazioni, chiedendo chiarimenti sulla natura dei rifiuti, sui controlli previsti, sulle garanzie ambientali e, soprattutto, sulla tutela della salute della popolazione.
Le risposte ricevute dal Sindaco Bertacci, che si è dichiarato favorevole alla modifica progettuale, non hanno però sciolto i dubbi e, in alcuni casi, hanno aperto a ulteriori interrogativi.
Tra questi vi è quello relativo agli aspetti economici dell’operazione e alla portata del guadagno di CO.SE.A., proprietario della discarica, e dei Comuni direttamente interessati dalla presenza dell’impianto: Gaggio Montano, Castel di Casio e Alto Reno Terme.

La deliberazione dell’Assemblea di CO.SE.A. relativa all’autorizzazione a HERAmbiente non risulta attualmente disponibile tra gli atti pubblicamente consultabili. Non è quindi possibile conoscere quale sia stata la posizione espressa dalla totalità dei Sindaci, quale sia stato l’esito della votazione e quali motivazioni abbiano accompagnato la decisione.
Nella sua prima interrogazione, il consigliere Aldrovandi ha posto in via prioritaria il tema della salute dei cittadini, richiamando il programma ERAS Lazio – Epidemiologia, Rifiuti, Ambiente e Salute, i cui risultati sono stati pubblicati anche sull’International Journal of Epidemiology. Lo studio ha analizzato gli effetti sulla salute di oltre 240.000 persone residenti entro 5 chilometri da discariche controllate, evidenziando associazioni tra l’esposizione agli impianti, alcune patologie e il ricorso alle cure ospedaliere.

È evidente che i risultati di ERAS non possono essere automaticamente trasferiti alla realtà di Cà dei Ladri, ma rappresentano comunque un elemento scientifico che richiama alla prudenza e alla prevenzione.
A questo si aggiunge la situazione specifica dell’Appennino Bolognese, dove il Profilo di Salute 2025 dell’Azienda USL di Bologna evidenzia elementi di fragilità sanitaria e sociale che meritano particolare attenzione.
È proprio alla luce di questo quadro che, secondo Aldrovandi, la modifica progettuale proposta da HERAmbiente richiede chiarezza, trasparenza e prudenza.

Le domande poste dal consigliere restano quindi aperte e riguardano non soltanto la gestione dell’impianto, ma anche la trasparenza delle decisioni assunte, l’informazione alla popolazione e, soprattutto, le garanzie a tutela della salute e dell’ambiente.

Fonte; “Un altro Appennino è possibile” – Il Comitato

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