Domenico Ragno – “Quelli del Bar Sport” fatti, vicende e altre faccende
2026/01/13, Vergato – Un vecchio e un bambino si preser per mano. E andarono insieme incontro alla sera…( Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini da Pavana).
Domenico Ragno, che certamente conosce Francesco Guccini, ripercorre un tratto di quella via nell’incontro che fa con il nipote.
Nipote che cita nella dedica del suo lavoro e insieme simboleggiano il passaggio del tempo ma nello stesso tempo, Domenico, rimarca il legame tra generazioni, tutti noi abbiamo una storia, un passato che viene dalla memoria… basta raccontarla!
Per parlare di “Bar Sport” partiamo proprio dalla dedica, poi, comprendere il lavoro che è stato fatto diventa tutto più facile.

Vorrei dedicare Questo mio racconto, Questo spaccato di vita vissuta, al mio adorato nipote Tommaso, appassionato di storia. Sulle ali della fantasia, il suo nonno, per un magico sortilegio, salito sulla macchina del tempo, diviene suo coetaneo.
Sorridendo lo prende per mano e lo introduce nel favoloso mondo di Quelli del ‘Bar Sport.
PREFAZIONE
Siamo cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Io, come tutti i ragazzi giovani e meno giovani dell’epoca, ero un assiduo frequentatore del Bar Sport, conosciuto da tutti come il mitico Bar Gatti, luogo iconico di socialità, di incontro e di scontro.
In quegli anni il Bar era un simbolo dell’Italia intera, come la pizza e gli spaghetti. Era un luogo popolare, una piazza nella piazza. Un crocevia di relazioni, un palcoscenico proletario, dove tutti i giorni andava in scena la nuova società attraversata da profonde trasformazioni culturali e sociali.
Momenti e aneddoti indimenticabili sono impressi nella mia memoria. Affiorano nella nebbia dei ricordi storie di vita vissuta e personaggi unici ed irripetibili, di ogni estrazione sociale, dai più eruditi e talentuosi ai più semplici ed illetterati, dai quali ho sempre avuto qualche cosa da imparare.
Ho appreso il dialetto in tutte le sue sfaccettature e alcuni coloriti geniali e gergali modi di dire, di certo più efficaci di tante altre espressioni che la forbita lingua italiana offre.
Al Bar la lingua ufficiale era, infatti, il dialetto…. continua sul libro.
Alcuni stralci:
QUELLI DEL BAR SPORT

Siamo verso la fine degli anni 50 quando Tito, stanco di guidare camion, avendo alle spalle una famiglia numerosa che gli poteva consentire la gestione di un bar, prende in affitto quei locali che, dotati di una iconica e vistosa insegna, diedero vita al mitico e frequentatissimo Bar Sport.
Tito era un buon uomo, di bassa statura e dall’aspetto burbero, ma solo in apparenza. Taciturno, preferiva ascoltare anziché parlare. Seguiva con interesse i nostri racconti, gli aneddoti e con un lieve sorriso, appena accennato, le nostre accese discussioni che avevano soprattutto per oggetto la caccia ed il calcio.
Passava l’intera giornata al bar essendo addetto all’apertura ed alla chiusura dei locali e, dotato di infinita pazienza, attendeva, senza batter ciglio, che noi ben oltre la mezzanotte decidessimo di togliere le tende.

….
Passato qualche anno…………………….i coniugi Tito e Maria cessarono la loro attività. Alla titolarità subentrarono le sorelle Maria Grazia e Milena, scomparsa poi nell’anno 2000. Con la collaborazione dei Mariti Giorgio ed Armando e del sempre presente ed attivo Tito diedero corso ad una profonda trasformazione dell’arredamento del bar che, dall’aspetto rustico essenziale e spartano, si trasformò in un elegante ed accogliente locale come testimoniano le immagini tratte del giornale “Il Resto del Carlino”, messo gentilmente a disposizione da Armando geloso custode del prezioso articolo. Ma ogni momento, ogni evento della vita terrena ha un principio ed una fine e così sottostando a questa ferrea regola il Bar Sport, il mitico Bar Gatti, cessò la propria attività…continua sul libro.
APPENDICE SULLA CACCIA
… Ma quando il branco arrivò ad un centinaio di metri di distanza, e quindi ampiamente fuori tiro, cominciò il dialogo padre e figlio che divenne poi virale e che, ancora oggi quando incontro Francesco per le vie del paese il ripeterlo è il nostro modo di salutarci:
“Babo me tir
Sta ferum Checo
Babo me a tir
sta ferum Checo
ma Checco ad un certo punto preso dall’impazienza imbracciò il fucile ed esplose una fucilata che, con nostra grandissima delusione , ebbe l’effetto di spaventare i colombacci che, ovviamente presero un’altra direzione. Continua sul libro...
Un volumetto che si legge tutto in una volta dove pagine e illustrazioni ci guidano in un mondo con personaggi che si muovono attorno a un biliardo o spedizioni al lago di Ecchia, persone citate e altre lasciate all'immaginazione. Unica pecca.... mancano le voci o meglio le urla di un personaggio caratteristico del paese e sulla porta del Bar Sport si potrebbe mettere il cartello "Aperto"