Rita Ciampichetti – Diario di sopravvivenza
2026/08/07, Vergato – Diario di sopravvivenza – Un racconto breve di Rita Ciampichetti.
Molti affermano di no…. questa non è l’estate più calda degli ultimi cinquanta anni, ci sono state quelle del 2003, del 2022 e altre ancora… ed allora perché quest’estate io soffro così tanto questa calura che sembra non volere mai cessare?
Sarà la vecchiaia? La pressione che si è abbassata troppo? Il fatto che vivo nell’appartamento più caldo del paese per la sua bellissima esposizione a sud per cui il sole batte inesorabilmente sui muri esterni dall’alba al tramonto?
No…non ho installato un impianto di aria condizionata.

Il motivo?
Oltre ad una mia personale e in questi giorni vacillante questione di etica ambientale, anni di aria condizionata sul collo quando ero in ufficio a beneficio solo della mia ormai cronica cervicale e gli shock da escursioni termiche di venti gradi su treni dove vedevi scorrazzare i pinguini nei corridoi hanno inevitabilmente guastato il mio rapporto con l’aria condizionata e con la giustificazione “…è poi solo questione di qualche giorno di caldo” questa soluzione è stata sempre rinviata nonostante le sollecitazioni dei famigliari.
Allora?
La mia giornata viene scandita con la messa in campo di tutte le tecniche difensive contro la calura, piani di battaglia e strategie degne delle riunioni di Napoleone con i suoi generali prima di una battaglia in campo aperto.
Mi alzo alle quattro di mattina, prima del levar del sole, spalanco tutte le finestre, specie quelle che creano corrente fra di loro e le richiudo appena il primo raggio di luce spunta ad est. Ho le finestre con gli scuri, alcuni li lascio “in casone”, altri li sigillo proprio, lasciando le stanze non frequentate completamente al buio.
Chiudo tutte le porte in modo da isolare gli ambienti, ma ahimè rimane il problema della cucina che, oltre ad essere la stanza più utilizzata è anche quella più esposta a sud, nella mia inoltre è severamente proibito creare penombra perché davanti alla porta finestra coltivo le mie amate orchidee che come tutti sanno necessitano di tanta luce.
Purtroppo sempre in cucina occorre affrontare il problema più impegnativo: la preparazione dei pasti.
Dov’è il problema direte: fresche insalate, mozzarelle, prosciutto e melone, frutta ….

Verissimo…. ma accidentaccio siamo nel pieno della stagione di produzione orticola e quando inizi ad avere quantitativi cubitali di zucchine, fagiolini, pomodori ed altre verdure che si prestano non moltissimo ad essere consumate sempre crude o che occorre in qualche modo conservare per l’inverno, prima o poi ti trovi costretta ad accendere il fuoco o, Dio me ne scampi, il forno per una teglia di verdure gratinate!
Quando poi tuo marito, di fronte all’ennesimo pranzo freddo, ti guarda con l’espressione del cocker bastonato e dice: “Oggi un piatto di spaghetti no?” ti senti tuo malgrado in obbligo a fare bollire l’acqua, anche perché nel frattempo, anche se non lo confessi, la voglia delle tagliatelle con il ragù è venuta anche a te.
Fatto sta che mi ritrovo con la cucina che raggiunge temperature e livelli di umidità degni di una sauna finlandese e quando apri la porta del corridoio del reparto notte hai la stessa sensazione di trovarti in un ambiente con l’aria condizionata.
Altro mio problema personale: il bere.
Purtroppo sto verificando che la mia necessità di bere diminuisce con l’aumentare degli anni, non sento la sete…probabilmente in una vita precedente ero un ratto canguro, mi devo letteralmente costringere a bere.
Ricordo ancora le raccomandazioni che facevo a mio padre e mia madre affinché bevessero durante la giornata ed ora a volte mi alzo da tavola con il bicchiere ancora asciutto.
Non amo le bibite, ora sto provando con le tisane fredde e metto un timer per ricordarmi di bere, in compenso sudo moltissimo e sto producendo così tanta acqua che Greenpeace vuole proteggermi come riserva idrica.
L’unico vantaggio di questo caldo? Aspetta che ci penso…..
Ah si! Quando hai finito di stendere l’ultimo filo di biancheria puoi raccogliere il primo perché è già asciutto e ciò è positivo considerato il volume di roba da lavare e asciugare che si accatasta dopo le innumerevoli docce del giorno.
Nella penombra della sala perché non ancora riposta si staglia il profilo dell’asse Foppa Pedretti con sopra il ferro da stiro a vapore, sotto le cinque camicie che aspettano con ansia di avere eliminate le inevitabili pieghe e di essere riposte nel guardaroba.
Il resto della biancheria la piego, ma le camicie per quanto io le stenda con cura nelle grucce alla fine necessitano di una stirata, ma non ce la posso fare nemmeno alle quattro di mattina.
Poi finalmente il sole tramonta e dal Vergatello proviene un’alito di corrente, ma è il momento peggiore perché interviene la fisica e sulla base dei principi dell’inerzia termica e dello sfasamento termico, pensando di farti un favore, i materiali densi come il cemento e i mattoni che hanno assorbito tutta l’energia del sole durante la giornata te la restituiscono lentamente all’interno e all’esterno nelle ore successive man mano che l’aria si raffredda.
Tu speravi che fosse finita ed invece no e ti ritrovi rotolante nel letto nella ricerca del lato meno caldo e nell’inutile speranza di riuscire a prendere sonno.
Da giovane amavo il caldo, ma ora aspetto con ansia il generale Inverno, magari accompagnato da una bella nevicata ma ahimè anche questa stagione non è più quella di una volta e penso che dobbiamo rassegnarci al cambiamento climatico.
Concludo con un aneddoto significativo di qualche giorno fa.

Mia figlia Francesca la scorsa settimana è andata a fare una arrampicata sulle Dolomiti e ha inviato una foto a suo padre che in gioventù amava molto questo sport chiedendogli se riconosceva la montagna.
Al diniego del padre mia figlia ha risposto: “Ma come papà non riconosci più la Marmolada!” e lui esterrefatto le ha risposto: “La Marmolada? E il ghiacciaio dove sta? La famosa schiena d’asino di ghiaccio che la divideva col Vernel che fine ha fatto? Non la riconosco proprio!”
Non ci rimane che scioglierci come il ghiacciaio perenne della Marmolada!
Rita Ciampichetti – 07/2026