Lilia Mattioli – Quando i banditi solcavano i monti e le valli dell’Appennino. Vol. 1 e 2
2026/10/02, Porretta Terme – Le nuove pubblicazioni della scrittrice di romanzi locale, Lilia Mattioli.
Lilia MattioliLilia Mattioli
Fiori di sorbo volume primo: Quando i banditi solcavano i monti e le valli dell’Appennino
di Lilia Mattioli (Autore) Formato: Formato Kindle

Cinque secoli fa esisteva la contea. Ma non pensate a qualcosa come alla Contea di Bilbo Baggins! Questa è una minuscola, ma reale contea, immersa tra i monti dell’Appennino Tosco Emiliano, nelle terre del papa. Ha una singolare forma circolare e, proprio nel mezzo, si trova il Bagno della Porretta, con le sue sorgenti termali, le sue botteghe di canapini e il suo mercato che, ogni sabato, attira decine e decine di mercanti e compratori da tutto il circondario e, persino, dalla Toscana e dal Modenese.
Molte famiglie del borgo e del contado (in particolare, dell’antico comune di Capugnano) si sono arricchite con la mercatura e, ora, nelle famiglie rurali come in quelle inurbate, accanto ai proprietari terrieri, troviamo religiosi, notai, medici e speziali. Alcuni di loro possono persino vantare un blasone, come i Zanini o i Bartolini.
Parrebbe una situazione idilliaca, ma siamo negli ultimi decenni del Cinquecento, quando il fenomeno del banditismo sta per toccare il suo culmine.
Tutta la montagna è avvelenata da lotte tra bande rivali e da faide tra famiglie, colluse coi banditi e in conflitto tra loro per il controllo del territorio. Il Bagno è un paese di confine e, oltre che dai banditi, è infestato da cacciatori di teste e da contrabbandieri che, anche d’inverno, osano scavallare le montagne coperte di neve. I fuorilegge entrano di forza nelle casupole dei montanari e pretendono vino, pane, formaggio e un letto per dormire.
Ormai, da tempo, L’Italia è diventata un triste teatro di guerre, ma, nella contea, un gruppo di ragazzini vive ancora con spensieratezza i momenti liberi dallo studio o dal lavoro. La piccola banda, guidata da Fiore Novello, il più bravo di tutti a tirare con la fionda, è quanto mai eterogenea, per ‘età e ceto sociale dei suoi membri, figli della borghesia mercantile, di proprietari terrieri, di poveri contadini e canapini che, in giorno di mercato, scorrazzano per tutto il paese e combattono una guerra a suon di fiori secchi di bardana contro una seconda banda formata dai rampolli della migliore borghesia porrettana. Per tutti loro, la guerra è ancora un gioco che, spesso, finisce in un gioioso bagno collettivo nelle acque del Rio Maggiore. Ma la spensieratezza comincia ad appannarsi, l’innocenza comincia a perdersi, quando i ragazzini sono costretti ad assistere a un brutale regolamento di conti tra i banditi che hanno assalito il mercato, e, qualche tempo dopo, anche all’assassinio di un noto bandito, Francescone il Bove. L’intera vita degli abitanti del borgo e dei suoi ridenti dintorni rimane sconvolta da quei terribili fatti di sangue che saranno soltanto l’inizio di una tragica spirale di vendette.
“Fiori di sorbo” è un romanzo corale che dà voce a una pluralità di personaggi le cui vicende si intrecciano. Seguiremo quella di due giovani, Maria e Gabriele, un amore che incontrerà mille difficoltà e che è ormai sul punto di finire, a causa della faida tra le rispettive famiglie, Zanini e Mellini. Conosceremo la signorina Bartolini, la quale, benché tardivamente, s’innamorerà. Il suo sentimento verrà corrisposto, oppure le causerà cocenti delusioni?.
Che cosa sarò dei ragazzini? In che cosa consisterà la vendetta per l’assassinio di Francescone il Bove? Maria e Gabriele resteranno separati per sempre?
A questi, e ad altri interrogativi, il lettore troverà risposta nel secondo volume, dove proseguirà la narrazione.
Il romanzo è rigorosamente basato sui saggi storici, riguardati il banditismo appenninico, del cpmpianto professor Alfeo Giacomelli

Fiori di sorbo volume secondo: Quando i banditi solcavano i monti e le valli dell’Appennino
di Lilia Mattioli (Autore) Formato: Formato Kindle
La narrazione continua dal primo volume.
Il Bagno della Porretta è una pentola in ebollizione. Sfiniti dalle ricorrenti invasioni dei banditi, terrorizzati dagli assassinii in pieno giorno di mercato, gli abitanti del borgo appoggiano il conte nel suo progetto volto a limitare il potere della famiglia emergente dei Zanini che ha creato un clan sul territorio e che è sul punto di trasformarsi in una signoria rurale. A tal proposito, Marcantonio Ranuzzi non esita a servirsi di banditi del calibro di Gregorio della Villa d’Aiano, o di membri della famiglia Mellini già messi al bando, seguiti da manigoldi della peggior specie. Permette loro di mettersi a capo della milizia civica appena creata e di muovere contro le case dei Zanini e dei loro alleati Tanari. La tensione arriva al massimo e l’operazione di pulizia sfocerà in un massacro.
In tutto ciò, i ragazzi della banda di Fiore Novello, vivono momenti d’angoscia al pari degli adulti, senza, tuttavia, comprendere a fondo le ragioni di quanto sta succedendo. Qualcosa si è rotto nella loro amicizia, qualcosa che, forse, non potrà più essere riaggiustato, finché, sulla piccola banda piomberà la tragedia. E sarà un momento di non ritorno.
Tra le famiglie nemiche, i Zanini e i Mellini, la faida è sempre più aspra e sanguinosa. I patriarchi delle due famiglie vedono cadere i loro figli, vittime di agguati o scontri a fuoco, senza battere ciglio. “Quello che conta è l’onore. E salvare la roba per i figli”, dice l’anziano Serni alleato dei Zanini. “Che farete, Serni, se vi uccideranno anche i figli?” gli chiedono, e lui risponde: “Vorrà dire che sarà per i nipoti o per i pronipoti. Abbiamo una famiglia grande noialtri, grazie a Dio”.
La famiglia, l’onore, la roba… Sembra il gergo mafioso dei nostri giorni. E, in effetti, le famiglie allargate manifestano un comportamento di stampo mafioso, nel colpire gli oppositori e nel proteggere fino in fondo i sodali, per un malinteso senso dell’onore.
Intanto, nel Bolognese, dopo aver toccato il culmine, il fenomeno del banditismo declina. Papa Sisto si servirà di ogni mezzo per sconfiggerlo, mentre il bolognese cardinale Gabriele Paleotti procederà ad una riorganizzazione della diocesi e a una lotta capillare contro magia, superstizione, stregoneria ed eresia.
Nel corso della narrazione, si scoprirà quale futuro attende i due innamorati, Gabriele e Maria. Resteranno per sempre divisi o riusciranno a ritrovarsi?
E quale sarà il destino dei ragazzi della banda?
Con un salto temporale di tredici anni, la narrazione arriverà al 1600. Nel frattempo, ci saranno state epidemie e carestie che avranno messo fortemente alla prova parte della popolazione del Bagno, mentre un’altra parte avrà continuato ad arricchirsi sulle disgrazie della prima. I ragazzi della banda di Fiore Novello sono cresciuti, sono diventati uomini e donne con tutti i loro vizi e le loro virtù. Alcuni di loro si perderanno, come accade inevitabilmente nella vita di ogni giorno, come i fiori del sorbo che un vento cattivo strappa dal ramo e porta lontano. Altri ce la faranno e troveranno la propria strada; per altri ancora, traviati dall’ipocrisia e dal cinismo degli adulti, rimarrà ancora una speranza, timida fiammella, per salvarsi l’anima.
“Fiori di sorbo” è la storia di un gruppo di ragazzi costretti a condividere vicende più grandi di loro. Ma non solo, è la storia di un intero popolo, degli artigiani e dei contadini, dei ricchi e dei poveri, dei preti e dei banditi, che vissero cinquecento anni fa tra i monti dell’Appennino.
“Fiori di sorbo” è liberamente basato sui saggi storici di Alfeo Giacomelli
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