Luciano Marchi – Porretta, poesie d’estate

NEWSLETTER DEL 22 aprile 2020
PORRETTA, POESIE D’ESTATE

Patrizia, estate 2020

Quando gli Dei vogliono punirci, avverano i nostri desideri” (1).

La frase le echeggiava nella mente, destandole gioia e rabbia allo stesso tempo. Ricordava una “Mini” grigia, con sopra lei e altre sette persone!

Andavano a Granaglione, cantando.

Con tanto coraggio aveva baciato il suo preferito, così: all’improvviso. Poi, per tutta l’estate, era stato un susseguirsi di sguardi, allusioni, sorrisi ammiccanti; ma nulla che andasse oltre.

Il bacio si sarebbe ripetuto anche l’anno successivo, forse più profondo e intenso. Non era più il tempo, però; e tutto finì lì, in serate a perdere tempo sulle panchine, ai bordi delle strade, con nell’aria l’odore dei castagni in fiore.

Francesca, stai preparando i bagagli?”, aveva urlato.

Sì mamma”, rispose la figlia.

Quante preoccupazioni le destava quella ragazza: la scuola, quel ragazzo comparso all’improvviso, l’atteggiamento svogliato e soprattutto un’attenzione eccessiva per il telefono cellulare.

Sembrava che tutta la sua esistenza si svolgesse all’interno di quel piccolo schermo.

Alla tua età, io ero più fortunata”, le disse un giorno.

Perché?”, domandò Francesca. “Proprio non capisco”, aggiunse.

Già, come poteva capire? E che esempio le stava dando sua madre? Il totale della sua esistenza recitava: over cinquanta, un matrimonio finito e tanti tentativi per fuggire altrove, almeno per un po’ di tempo.

Sola, con tanto coraggio, si era commossa di fronte ai tramonti birmani, tra le biciclette di Hanoi, ascoltando il deserto del Namib. Al ritorno, però, la sensazione era la medesima: ritrovava se stessa, arricchita dal viaggio, ma impoverita dentro. Le mancavano i riferimenti, le direzioni dove guidare i pensieri.

Alle volte provava paura.

Era lei poesie d’estate

Era lei dimenticate

Era lei nel fumo di una sigaretta lei 

Le sfuggì un sorriso. “Chi cantava quella canzone?”. “Ah, sì: Michele Pecora”. La si poteva gettonare al juke box di Castelluccio, mentre lui la guardava. Anni dopo si disse che assomigliasse a un brano di Zucchero.

Tempi andati.

Riprese a preparare il bagagli. Tralasciò l’abbigliamento da deserto e mise in valigia un giubbottino in più. A Porretta di sera fa freschetto: non si sa mai.

 Mauro, estate 2020

Ci mancava solo la pandemia”, si ripeteva più volte; soprattutto adesso mentre preparava i bagagli. Gli anni precedenti, affrontava unicamente il problema dei costumi da bagno, importabili per via della taglia acquistata durante l’inverno. “Da domani mi metto a dieta”, si ripeteva; ma non succedeva mai.

La promessa vana si affiancava a un altro proposito: “Smetto di fumare”, cosa mai accaduta, se non per pochi minuti, o durante i viaggi in aereo.

Già, anche Mauro aveva viaggiato molto, di proposito e pure per lavoro: Stati Uniti, Canada, Australia, Cuba. Quegli spostamenti rappresentavano il suo unico vanto, per via di una vita fallimentare, che l’anzianità stava erodendo pian piano.

Over sessanta, su di peso, fumatore, precario (o free lance, per dirla all’inglese), temeva l’imprevisto, anche se ogni tanto l’audacia lo liberava dalle angosce. Avrebbe voluto viaggiare anche quell’estate, ma la pandemia aveva esaltato la sua solitudine.

In tanti lo avevano invitato e in ogni dove: Capri, Numana, Iesolo, Orbetello; ma lui aveva seguito il consigli della madre (sempre presente e un po’ possessiva).

Vai a Porretta”, gli aveva detto. “Là c’è tutto”.

 Mauro, il viaggio. Estate 2020.

A Porretta c’è tutto”, si ripeteva Mauro mentre guidava; e un po’ iniziava a convincersi. La Porrettana (SS 64) gli apparve più dritta.

Da maschietto cresciuto, provava piacere nell’ascoltare il motore. La sua auto, vetusta nella foggia e per l’età, rispondeva ancora bene. Tirò giù il finestrino e si mise a fumare, con gusto.

La radio suonava musica per lui, quasi lo avesse riconosciuto.

A Porretta c’è tutto”. “E’ vero”, si disse. Piscine, Terme, eventi, sagre, musica, buon umore, ristoranti: non manca niente. Il medico, prima di partire, gli aveva suggerito: “Circa la meta delle vacanze, si assicuri di avere vicino un ospedale”. “Lei è un fumatore: non si sa mai”.

Voglio smettere”, gli aveva risposto.

Quando e per quanto tempo?”, era stata l’aggiunta del dottore.

A Porretta c’è l’ospedale”, ma ormai il suo interlocutore stava compilando le ricette.

Dimenticavamo: Mauro soffriva d’ipertensione, come suo padre.

A Vergato decise di fare una sosta: per fumare la sigaretta dopo l’immancabile caffè. E poi, ai suoi tempi, si diceva che in quel paese abitassero delle belle donne. La voce corrispondeva al vero e al bar si guardò attorno con aria furtiva.

Ma cosa fai?”, si disse. “L’età ti consente solo uno sguardo da maniaco”.

Lascia perdere”.

Mauro non si era mai sposato, forse per pigrizia o per mancanza di slancio. Compagne ne aveva avute? Sì, però non più di tante. “Sei uno scapolone”, gli dicevano; ma quelle parole lo infastidivano. Sentiva che era passato un treno e che la stagione degli amori non sarebbe più tornata.

Era lei poesie d’estate

Era lei dimenticate

Era lei nel fumo di una sigaretta lei

Quella volta non seppe cosa dirle. Ogni giorno provava a farsi coraggio, ma ormai l’estate rinfrescava il suo tempo e le ombre si allungavano.

 Patrizia, il viaggio. Estate 2020.

Francesca, non fumare!”. “Quanto volte l’ho detto?”. “E poi, in macchina proprio non lo sopporto”.

Uffa”, aveva detto la figlia.

Patrizia aveva programmato tutto. Puntigliosa e ordinata com’era, ripeteva sottovoce le cose da fare.

Voglio portare i zuccarini alla zia Anna”.

Cosa sono?, chiese la figlia.

Dei dolci, buoni”, rispose la mamma.

Patrizia pensò anche alle cartoline, come gli imponeva sua madre da bambina.

Ormai non si usano più”, disse Francesca. “Per Ferragosto s’inviano gli sms”.

E invece noi quest’anno le spediamo: a Porretta ci sono di sicuro; in barba alla Telecom e a Vodafone”.

Patrizia non si fermò a Vergato, per lei quella delle “belle donne” era solo una leggenda di paese. Man mano che saliva verso Porretta, percepiva un certo entusiasmo. “Ma sì, in Appennino non c’è il Perito Moreno, ma una scarpinata fino al Corno possiamo farla”.

Francesca, hai preso gli scarponcini?”.

Non ho voglia di camminare

Te li compro a Porretta”.

Era lei poesie d’estate

Era lei dimenticate

Era lei nel fumo di una sigaretta lei

Altro che cartoline. Lui, a estate finita, le aveva spedito una lettera piena di errori. Avrebbe voluto dirglielo, ma rinunciò. La rilesse più volte, con un gusto da adolescente; anche negli anni successivi.

La ritrovò poco prima di sposarsi, quando decise di buttarla via. Quel tempo era finito: per sempre.

Ora, mentre guidava, ne ripassava i versi.

Patrizia, non ho trovato le parole; cerca di capirmi”.

Non servivano le parole, somaro!”. “Ti avevo baciato sulla Mini”.

Chi avevi baciato sulla Mini?”, chiese Francesca.

Nessuno, e non fumare”, rispose Patrizia.

E allora non pensare a voce alta”, ribadì la figlia, riprendendo a guardare il cellulare.

C’è il WiFi a Porretta?”.

Spero di no”.

Patrizia & Mauro. Estate 2020.

Porretta era bella, quell’estate. C’era più gente rispetto agli anni precedenti. Probabilmente la pandemia e una lunga quarantena a casa avevano indotto tanti a un ritorno alle origini.

Non si poteva viaggiare, questo è vero; ma forse ne era calato anche il desiderio. Il lungo soggiorno domestico aveva fatto sì che la gente si guardasse dentro, cercando una destinazione plausibile e non omologabile alle mode.

Il sole abbagliava la vista ed era piacevole camminare per la piazza. Solo in pochi indossavano la mascherina.

Dove vai Francesca?”, chiese Patrizia.

Voglio comprarmi un costume, oggi viene Giorgio; andiamo in piscina”, rispose la figlia.

Anche in vacanza?”.

Perché che differenza c’è?”.

Io i filarini li cercavo sul posto”, mentì la madre.

E li hai trovati?”. “Magari uno è quello che hai baciato sulla Mini!”.

Non sono fatti tuoi”.

Mauro era seduto al bar: davanti a lui, sul tavolino, l’immancabile caffè basso e un posacenere. Guardava la gente, soddisfatto.

Era lei poesie d’estate

Era lei dimenticate

Era lei nel fumo di una sigaretta lei

Non è possibile”. La vide, bella come un tempo: orgogliosa e consapevole.

Patrizia”, disse.

Mauro?”, chiese la donna.

Non mi hai riconosciuto, ho perso i capelli”.

No, è che non mi aspettavo di trovarti qui, a Porretta”, ribadì Francesca.

Sai, qui c’è tutto per l’estate”.

L’hanno detto anche a te?”.

Sì, mia madre”, rispose Mauro.

Patrizia vide la figlia dall’altro lato della piazza e gli urlò:

Francy, mi fermo qui”.

Chi è?”, chiese Mauro.

Mia figlia, ma … sono divorziata”. “Tu sei sposato?”.

No, chissà perché”. “Ti avevo scritto una lettera”.

Piena di errori e inutile”.

Volevo dichiararmi”, ribadì Mauro.

Ti avevo baciato sulla Mini, cosa ti serviva ancora?”.

Ce ne vorrebbe un’altra …”, disse l’uomo.

Di cosa?”, chiese lei.

Di Mini!”.

Mauro, abbiamo meno tempo di allora”. “Porretta ci ha fatto ritrovare, poi si vedrà”. 

Settembre 2020

Non sappiamo esattamente come sia andata a finire. Mauro, con la macchina piena di vestiti e oggetti (comprati con Patrizia), non si fermò a Vergato.

Al telefono sua madre le chiese della vacanza. “Ho imparato cosa dire a Patrizia”, rispose lui. La madre di Francesca, durante il ritorno, si mantenne pignola e puntigliosa.

Hai preso i zuccarini?”,

Sì, mamma”.

Hai spedito le cartoline?”,

Sì, mamma”.

Quando smetti di fumare?”.

Era Mauro quello della Mini?”.

Sì, era lui.”

                                                                               Luciano Marchi

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